Niente Olimpiadi di Parigi 2024 per Peter Sagan. Dopo aver lasciato il ciclismo su strada al termine della scorsa stagione, il fuoriclasse slovacco ha tentato un'ultima grande avventura per chiudere nel modo migliore una carriera che è già leggendaria. Sagan ha cercato di qualificarsi per la gara di mountain bike cross country dei Giochi parigini, ma lui e i suoi connazionali non sono riusciti a portare la Slovacchia tra i primi posti del ranking che ha assegnato i pass olimpici. Il tre volte iridato ha così dovuto dire addio al suo sogno a cinque cerchi.

Parigi 2024, qualificazione fallita per Sagan

Per questa ultima pagina della carriera, Peter Sagan ha cercato di tornare alle sue origini. Da ragazzino, lo slovacco si era dedicato soprattutto al ciclocross e alla mountain bike, ed in queste discipline aveva raccolto i primi titoli prima di farsi notare dalla Liquigas che lo lanciò nel Ciclismo su strada nel 2010. A fine 2023, Sagan aveva annunciato il suo progetto di partecipare alle Olimpiadi di Parigi 2024 nella mountain bike e chiudere così il cerchio della carriera.

Il percorso di qualificazione si è però rivelato molto difficoltoso, sia per i problemi di salute avuti da Sagan nei mesi scorsi, che per l'inconsistenze apporto di punti dato dagli altri atleti slovacchi.

Il tre volte iridato è stato fermato per due volte da problemi di aritmie cardiache che lo hanno costretto ad altrettanti interventi. Tutto questo ha reso impossibile risalire il ranking per nazioni della mountain bike e assicurarsi un posto per la gara olimpica.

Il sistema di qualificazione assegna i pass alle nazioni che occupano i primi 19 posti nella classifica.

La Slovacchia è attualmente 35°, lontanissima dall'obiettivo di ottenere la partecipazione ai Giochi. La scorsa settimana, Peter Sagan sarebbe dovuto essere al via della prova di Coppa del Mondo di Nove Mesto, ma alla fine ha dato forfait, chiudendo definitivamente una rincorsa già compromessa in precedenza.

Sagan, le due esperienze alle Olimpiadi

Peter Sagan ha partecipato due volte alle Olimpiadi, una nella gara su strada e una in quella di mountain bike cross country. A Londra 2012 si presentò tra i favoriti nella gara su strada, reduce da un Tour de France in cui aveva dato spettacolo vincendo tre tappe e la prima maglia verde. A Londra, però, le cose non andarono bene. La corsa premiò un gruppetto di attaccanti da cui poi nel finale evasero Vinokourov e Uran, con l'oro al kazako e l'argento al colombiano. Sagan concluse nel gruppo con gli altri sprinter, il favoritissimo Cavendish e Boonen, al 34° posto.

A Rio 2016, visto il percorso molto impegnativo, Sagan scelse la prova di mountain bike cross country. Lo slovacco riuscì a centrare la qualificazione, ma dopo una buona partenza fu condizionato da una foratura e precipitò nelle ultime posizioni chiudendo 35° ad un giro dal vincitore Nino Schurter.