Giulio Pellizzari, la grande speranza del ciclismo italiano per le corse a tappe, è arrivato a Roma al termine del Giro d’Italia con un sorriso amaro ma fiero. Prima della partenza, il suo nome era stato accostato a quello di Jonas Vingegaard, come possibile primo sfidante del favorito danese. Tuttavia, nel corso delle tre settimane di gara, Pellizzari non è riuscito a confermare le aspettative che lo volevano protagonista sulle salite più dure, incappando in un'esperienza difficile e piena di problemi.

'Nessun ricordo del Giro'

"Sono orgoglioso di essere arrivato qui a Roma, soprattutto considerando come sto andando negli ultimi giorni", ha ammesso il corridore marchigiano al termine della 21ª tappa, sul circuito di Roma che ha sancito la fine della corsa rosa.

"Ora do tutto via. Non voglio tenere alcun ricordo di questo Giro", ha aggiunto con un sorriso, con quel senso di liberazione che solo chi ha attraversato momenti durissimi può provare.

"Brucerò tutti i numeri e tutte le maglie. Dopodiché pensiamo alla prossima gara". Il bilancio emotivo di Pellizzari dopo un Giro così impegnativo è chiaro e senza filtri: "Gioia, perché è finita. Un’agonia è giunta al termine, una vera agonia", ha confessato Pellizzari, riferendosi alle difficoltà sia fisiche che mentali affrontate nelle ultime tre settimane.

'Lavoriamo sulla prossima sfida'

"Penso che sia lì che inizia la parte più difficile: elaborare ciò che è successo e dargli un posto", ha sottolineato, dimostrando consapevolezza e maturità nella gestione di una prova così esigente.

"Ma sono contento che sia finita. Ora stiamo iniziando a lavorare sulla prossima sfida".

Pellizzari si è dovuto confrontare non solo con un virus che lo ha debilitato e la pressione di un grande giro, ma anche con le proprie ambizioni e le aspettative di un pubblico che già guardava a lui come possibile futuro campione. La sua corsa è stata segnata da alti e bassi, qualche momento di splendore sulle prime salite e fasi di crisi che hanno messo a dura prova la sua tenuta psicologica. Una prova del nove che, pur senza risultati di vertice, ha fornito al giovane corridore importanti insegnamenti.

Alla vigilia della conclusione, sembrava quasi voler lavare via "letteralmente e figurativamente" il sapore amaro lasciato dal Giro d'Italia. "Non posso dire altro su questo, soprattutto stasera!", ha concluso ridendo, lasciando intendere che per ora preferisce focalizzarsi sul recupero e sull’immediato futuro.