Julian Alaphilippe, vecchio beniamino del pubblico francese, sembra vivere la fase più opaca della sua straordinaria carriera.
L’immagine simbolo di questo momento no è andata in scena ieri: Alaphilippe ha cercato di ritrovare sè stesso inserendosi in una fuga disperata durante una frazione pianeggiante, teoricamente blindata per i velocisti. Un'azione nata già senza speranze e finita persino peggio, con il corridore transalpino clamorosamente staccato dai compagni d'avventura su un insignificante Gpm di quarta categoria.
Il DS Bart Leysen difende il corridore: "Preparazione impeccabile"
Le critiche degli appassionati di ciclismo e le vecchie voci di corridoio che accusano Alaphilippe di una scarsa dedizione alla vita da professionista hanno subito ripreso quota. A spegnere le polemiche ci ha pensato direttamente il Direttore Sportivo della formazione svizzera, Bart Leysen, che ha voluto fare chiarezza sulla reale situazione medica e fisica del suo capitano.
"Queste storie sul suo scarso impegno girano da tempo, ma posso assicurarvi che Julian ha svolto una preparazione davvero eccellente, affrontando anche un duro ritiro in altura" – ha spiegato Leysen.
Il dramma del caldo e dell'alimentazione
Il vero problema, secondo lo staff tecnico della Tudor, risiede nelle risposte fisiche del corridore alle temperature estreme di questo Tour de France.
"Tutti stanno soffrendo e lottando con il caldo, e questo vale anche per Julian. Sembra che sopra i 35 gradi si sciolga completamente. Quando la temperatura sale così tanto, Julian non riesce più ad alimentarsi e a ricevere cibo in corsa. Di conseguenza rimane completamente vuoto di energie. Vi assicuro che il dopo gara è davvero un disastro".
Gestire un campione di estremi
Leysen ha poi analizzato la dinamica della tappa di ieri, spiegando quanto sia complesso gestire l'istinto e l'orgoglio di un campione ferito:
"Ieri mattina faceva più fresco e lui si sentiva bene, la fiducia era alta. Poi però è andato in fuga in un'azione in cui non aveva alcuna possibilità, ed è rimasto di nuovo staccato.
Si ha sempre un po' di controllo sul corridore, ma Julian è un uomo di estremi e devi anche lasciargli fare il suo lavoro. Si possono fare piccoli aggiustamenti se ha un piano in testa, ma se si sente un po' meglio come ieri, fermarlo diventa tutt'altro che facile".
Resta da capire se il calo delle temperature nelle prossime tappe potrà restituire al Tour e al pubblico francese un "Loulou" degno del suo nome, o se questa Grande Boucle confermerà la sensazione di una carriera che viaggia, inesorabilmente, verso le battute finali.