La sciatrice italiana e campionessa olimpica Federica Brignone ha condiviso in una recente intervista a L’Equipe le profonde difficoltà che sta affrontando nella sua preparazione per la stagione 2026-2027. Queste problematiche sono una diretta conseguenza del grave infortunio subito nell'aprile 2025. Con una schiettezza che rivela la portata della sua sfida, Brignone ha dichiarato: “Il mio corpo non si riprenderà mai completamente dall’infortunio”. Ha inoltre spiegato che, nonostante un regime costante di allenamenti e cure, la primavera è stata un periodo particolarmente arduo, durante il quale ha faticato persino a camminare.
Le sfide fisiche e il percorso di preparazione
La preparazione atletica di Brignone è iniziata a metà maggio, ma la sciatrice ha specificato di non essere ancora in grado di correre o di effettuare appoggi completi. Attualmente, le sue attività si limitano alla bicicletta, al nuoto e agli esercizi in palestra. Nonostante questi sforzi, Brignone convive con dolori costanti e non ha ancora recuperato la piena forma fisica che la caratterizzava prima dell'infortunio. I suoi piani prevedono di tornare a indossare gli sci all'inizio di agosto e ha già confermato la sua partecipazione al raduno di Ushuaia, fissato per settembre. Tuttavia, la campionessa ha espresso una chiara preoccupazione: se le sofferenze dovessero persistere ai livelli della scorsa stagione, la situazione diventerebbe insostenibile.
Tra passato glorioso e un futuro incerto
Ricordando il suo doppio trionfo olimpico, Brignone lo ha descritto come “del tutto folle”, un successo raggiunto con un numero esiguo di gare e allenamenti. Attualmente, si sta preparando con l'intento di affrontare l'intera stagione agonistica, ma ha ammesso apertamente di non sapere se ne sarà capace. Le sue decisioni future, ha sottolineato, saranno prese in base all'evoluzione della sua condizione fisica. Già in precedenza, Federica Brignone aveva chiarito la natura del suo problema: “Sono consapevole che si tratta di un danno permanente e che dovrò conviverci: il nostro corpo si abitua a tutto e con il passare degli anni migliorerà, ma la lesione resta per la vita.
Se non migliorerà difficilmente mi vedrete l’anno prossimo”. Questa dichiarazione evidenzia la serietà della sua situazione e l'ipotesi ritiro che incombe.
La sciatrice ha anche riferito di aver dovuto rinunciare a una prova di discesa ad Andorra per evitare di sovraccaricare ulteriormente il ginocchio sinistro, che continua a procurarle notevoli fastidi. Ha descritto il dolore come “fitte allucinanti”, aggiungendo con determinazione: “Non deve essere una tortura, altrimenti non ho intenzione di buttarmi giù a 130 km/h”. Brignone ha rivelato che la sua vita quotidiana è ancora lontana dalla normalità: non riesce a correre e, se scia al mattino presto, zoppica per il resto della giornata. Ha espresso la volontà di continuare a provarci per un altro mese, a condizione che la situazione non peggiori, ma ha anche specificato di essere costantemente sotto antinfiammatori e di non poter rimuovere la placca dalla tibia, poiché l'osso non è ancora completamente guarito. La sua resilienza è evidente, ma anche la consapevolezza dei limiti imposti dal suo corpo.