Il rapporto tra Anthony Richardson e gli Indianapolis Colts è stato tutt'altro che semplice. Per questo motivo, in vista della scadenza di domenica sera per la definizione dei roster NFL, erano aumentate le speculazioni sulla possibilità che il quarterback non riuscisse a conquistare un posto nei primi 53 giocatori della squadra.

Alla fine, però, i Colts hanno scelto di confermare Richardson, nonostante numerosi segnali contrari emersi sia nella scorsa stagione sia durante questa preseason. Una decisione che ha suscitato qualche critica sui social network, ma che, osservando le scelte delle altre squadre, appare decisamente più comprensibile.

Il mercato dei quarterback premia la prudenza

Diverse franchigie, tra cui Pittsburgh Steelers, Minnesota Vikings e Cleveland Browns, hanno deciso di andare contro le recenti tendenze mantenendo quattro quarterback nei rispettivi roster attivi per l'inizio della stagione.

Un fenomeno che evidenzia quanto sia aumentata la domanda di quarterback nella NFL e, soprattutto, quanto fosse difficile per Indianapolis trovare in questo momento le condizioni necessarie per concretizzare uno scambio.

La prestazione di Richardson da professionista non è stata finora sufficientemente convincente da garantirgli un posto da titolare. Il suo talento atletico naturale, tuttavia, lo rende una valida riserva per le squadre alla ricerca di un quarterback numero due con caratteristiche interessanti.

Quantomeno, la sua capacità di correre con la palla e il suo braccio potente lo rendono un'opzione più che adeguata come terzo quarterback per qualsiasi squadra della lega.

I Colts possono ancora sfruttare il suo valore

La decisione di Indianapolis non significa necessariamente che Richardson resterà a lungo nella squadra. È facile immaginare uno scenario in cui i Colts possano provare ad approfittare della necessità di un'altra franchigia nel ruolo, cedendo l'ex scelta del primo giro.

La stessa pressione sul mercato che sta spingendo diverse squadre a conservare quattro quarterback potrebbe far aumentare il valore di Richardson nelle prossime settimane. Una volta iniziata la stagione, infatti, gli infortuni inevitabilmente aumenteranno e la domanda per giocatori nel ruolo potrebbe crescere ulteriormente.

Per Indianapolis, inoltre, avere una sorta di polizza assicurativa alle spalle di Daniel Jones appare una scelta prudente. Secondo quanto riportato, Jones sta facendo importanti progressi nel recupero dalla rottura del tendine d'Achille che ha posto fine alla sua stagione 2025. Si tratta però di un infortunio notoriamente difficile da superare.

Se i Colts vogliono tutelare Jones e mantenerlo in salute, potrebbe essere sensato affidarsi a Richardson per una o due partite all'inizio della stagione.

Richardson può essere utile anche come terzo quarterback

Non è comunque escluso che i dirigenti di Indianapolis considerino Richardson la terza scelta nell'attuale gerarchia del ruolo.

Riley Leonard ha faticato a distanziare Richardson durante la preseason, ma gode di un forte sostegno da parte dello staff tecnico e della dirigenza.

Potrebbe quindi essere lui il quarterback a cui i Colts affiderebbero il compito di sostituire Jones qualora ce ne fosse bisogno.

Per Indianapolis, tuttavia, Richardson rappresenta una soluzione sensata anche nel ruolo di terzo quarterback. Potrebbe non riuscire mai a mantenere le aspettative create dal grande entusiasmo che lo accompagnò prima del Draft e che contribuì a renderlo una scelta così alta.

Ma quel costo ormai appartiene al passato e la dirigenza dei Colts deve smettere di considerarlo un parametro di valutazione. Richardson dovrebbe essere giudicato esclusivamente in rapporto alle altre alternative disponibili per quel posto nel roster.

Avere un giocatore con le sue caratteristiche come terzo quarterback, nel ruolo più importante del football, rappresenta quindi una scelta intelligente per Indianapolis.