I San Francisco Giants sono al centro di un acceso dibattito nel panorama mediatico della MLB. Buster Posey, Presidente delle Baseball Operations della franchigia, si trova sotto il fuoco delle critiche a seguito della sua decisione di confermare Tony Vitello come manager della squadra anche per la stagione 2027. Questa scelta è particolarmente sotto esame, considerando l'attuale andamento negativo del team, che lunedì ha registrato un bilancio di 56 vittorie e 81 sconfitte. La squadra si avvia così verso il peggior record di sconfitte dal 2017, con una sola annata vincente in questo intervallo di tempo.

La questione, tuttavia, non si limita alla sola figura di Vitello. Le critiche si estendono al ruolo dirigenziale di Posey, un profilo ben diverso da quello del ricevitore stimato che, dal suo debutto nel 2009, non era mai apparso fuori luogo. Come dirigente, gli vengono imputate diverse mosse discusse: tra queste, lo scambio per Rafael Devers, l'ingaggio di Vitello nonostante la sua mancanza di precedenti esperienze in uno staff di Major League, e la gestione della transizione successiva al licenziamento di Bob Melvin, avvenuto pochi mesi dopo che i Giants avevano esercitato l'opzione per il 2026.

Le ragioni della conferma e le polemiche

La conferma di Vitello è stata interpretata come un segnale forte, in particolare da coloro che si aspettavano un cambiamento dopo un'annata definita la peggiore per la franchigia in quasi un decennio.

Posey ha difeso l'operato dello staff, affermando che, dal suo punto di vista, è stato svolto un "nice job", nonostante il significativo distacco in classifica. Questa valutazione è ampiamente contestata, poiché i San Francisco Giants si apprestano a concludere la quinta stagione consecutiva senza un record vincente.

Sotto esame è finita anche la gestione di alcuni episodi pubblici. A marzo, diversi veterani, tra cui Robbie Ray, avevano apertamente contestato l'idea di Vitello secondo cui un discorso prepartita nell'Opening Day avrebbe potuto rendere i giocatori eccessivamente intensi. Nello stesso fine settimana, mentre la squadra subiva una netta sconfitta in casa contro gli Yankees, il manager aveva scherzato sulla sua incapacità di "talk down" ai suoi giocatori come era solito fare a Tennessee.

Il quadro è stato ulteriormente complicato dalla controversia del Pride Night, in cui Posey e la proprietà sono stati accusati di aver gestito male la situazione. Il dirigente era apparso visibilmente a disagio di fronte ai cronisti, insistendo nel rispondere solo a domande strettamente legate al baseball, mentre un funzionario era intervenuto per bloccare le domande riguardanti il comportamento di alcuni lanciatori.