Carlos Alcaraz ha scelto gli US Open per sollevare una questione cruciale sul calendario del tennis professionistico. Il 3 settembre 2026, a margine della sua vittoria contro il portoghese Jaime Faria, lo spagnolo ha annunciato l'intenzione di programmare pause più lunghe durante la stagione. L'obiettivo dichiarato è quello di proteggere il fisico e ridurre il rischio di infortuni, un tema sempre più rilevante nel circuito.

L'ex numero uno e attuale numero tre del mondo ha collegato questa decisione direttamente alla quantità e alla densità dei tornei richiesti ai giocatori.

Alcaraz ha specificato che le interruzioni non saranno "forse quattro mesi, ma un mese o due", accettando di fatto la necessità di saltare alcuni tornei. Il suo ragionamento è perentorio: "È impossibile giocarli tutti". Ha inoltre sottolineato come l'attuale struttura imponga ai tennisti di trascorrere "40 settimane in un anno in campo", un impegno che ritiene eccessivo e insostenibile a lungo termine.

Il nodo dei Masters 1000 e delle assenze

La problematica sollevata da Alcaraz trascende la sua gestione personale e investe l'intero sistema del calendario ATP. L'organizzazione prevede infatti sanzioni, sia finanziarie che in termini di classifica, per i giocatori che si assentano senza giustificazione medica da più tornei Masters 1000 nella stessa stagione.

Alcaraz ha ribadito con forza che questo sistema è difficilmente sostenibile, definendolo nuovamente "impossibile". A supporto della sua tesi, ha richiamato l'attenzione sulle condizioni generali del circuito: "Si vedono molti giocatori infortunati, molti che sono stanchi. Se l'organizzazione non fa nulla per adattare il calendario, ci saranno ancora più infortuni".

Il contesto degli US Open di quest'anno ha fornito ulteriori elementi a sostegno delle preoccupazioni espresse dallo spagnolo. Jannik Sinner, indicato come numero uno al mondo, è stato costretto a rinunciare al torneo a causa di un infortunio al ginocchio. Tra gli assenti di spicco figurano anche Casper Ruud, numero 20, e Joao Fonseca, numero 26, evidenziando una tendenza preoccupante.

Le critiche alla densità del calendario non sono una novità e non provengono solo da Alcaraz: anche Alexander Zverev, numero due mondiale, ha espresso perplessità, in particolare riguardo alla durata di due settimane di sette dei nove tornei Masters 1000.

La gestione fisica dopo il rientro

In merito all'incontro che ha innescato queste dichiarazioni, la vittoria di Alcaraz su Faria è maturata in quattro set. Dopo aver perso il primo parziale con il punteggio di 6-4, lo spagnolo ha dominato i successivi, concedendo al suo avversario solo cinque game e chiudendo la partita con i parziali di 6-0, 6-3, 6-2. Alcaraz stesso, in conferenza stampa, ha rafforzato la sua posizione sulla futura programmazione, confermando: "Mi prenderò delle pause più lunghe, da 1 a 2 mesi". Questo approccio mira a garantire una maggiore longevità agonistica e a prevenire l'usura fisica in un circuito sempre più esigente.