Il 3 settembre 2026, Napoli ha fatto il punto sull'America's Cup. Il sindaco e presidente ANCI, Gaetano Manfredi, ha aggiornato sugli eventi velici dopo una cerimonia in Municipio e un comitato in Prefettura dedicato alla manifestazione. La città si prepara a testare la sua macchina organizzativa.
Il messaggio di Manfredi è stato netto: "I cronoprogrammi per le regate sono tutti rispettati". Le pre-regate saranno un "grande esperimento logistico" per verificare l'organizzazione e apportare correttivi prima di maggio. Questa fase è cruciale non solo per lo sport, ma per misurare la capacità cittadina di gestire flussi, servizi e tempi.
La sfida organizzativa e logistica
Manfredi ha collegato il percorso alle regate agli interventi su accoglienza e mobilità. "Stiamo accelerando gli interventi in Villa Comunale e sui trasporti", ha spiegato, per rendere più efficiente l'assetto cittadino in vista dell'arrivo di squadre e staff legati alla competizione.
Il sindaco ha indicato l'impatto logistico: "L'arrivo in città dei team porterà tra le 3.000 e le 4.000 persone: una grande sfida di accoglienza che sta muovendo la macchina cittadina nella direzione giusta". Il tema non riguarda solo il campo di regata, ma la capacità di Napoli di coordinare ospitalità, trasporti, spazi pubblici e servizi, permettendo correzioni prima di maggio.
Il golfo di Napoli: un banco di prova ideale
Il golfo di Napoli ha già ospitato allenamenti di Team New Zealand, dimostrando le sue qualità per l'America's Cup. Grant Dalton aveva elogiato le condizioni: "C'è una brezza marina perfetta, tra gli 11 e i 14 nodi, condizioni ideali per queste barche, difficile trovare un altro posto migliore di questo". Manfredi aveva sottolineato lo scenario unico che Napoli offre alla Coppa America, aggiungendo: "Dimostreremo che siamo in grado di organizzare eventi unici di questo tipo".