La vendita dei Los Angeles Angels da Arte Moreno a Stan Kroenke, concordata martedì, apre una nuova fase per la franchigia della Southern California. L'eredità di Moreno, iniziata nel 2003, è segnata da un giudizio severo sulla gestione sportiva: anni di Mike Trout e sei stagioni con Shohei Ohtani senza risultati di rilievo nei playoff.
L'era Moreno: assenza di successi decisivi
Nonostante talenti generazionali, il club è rimasto lontano dalle vittorie nei momenti cruciali. Gli Angels non vincono una partita di postseason dall’ALCS 2009, con 12 anni di siccità playoff e undici stagioni senza record vincente.
Il cambio di nome da Anaheim Angels a Los Angeles Angels fu contestato; Kroenke riaccende l’auspicio del ritorno ad Anaheim.
Moreno ha investito in free agency e sfruttato il mercato della Southern California, ma senza una strategia efficace. L’assunzione di Jerry Dipoto nel 2011 fu negativa: il disallineamento con Mike Scioscia e la convivenza tra proprietario, tecnico e dirigente analitico non ha prodotto stabilità in AL West.
Operazioni costose e gestione del personale
Operazioni contrattuali onerose pesarono sul bilancio. Josh Hamilton, arrivato prima della stagione 2013, è considerato un rischio fallito anche per questioni extra-campo. Il contratto decennale di Albert Pujols, dieci anni per 254 milioni di dollari, resta simbolo di impegni difficili.
Dopo le dimissioni di Dipoto nel luglio 2015, l’organizzazione non ebbe margini per un reset profondo, a differenza degli Astros (2010-2013) che smontarono il nucleo.
La critica si estende ai contratti decennali concessi a giocatori almeno trentenni: nel settembre 2026 risultano 29 accordi MLB da almeno dieci anni e solo sette giocatori cit