Per la stagione 2026-27, a Chicago emerge una lettura controcorrente sui Bulls: il roster, pur non da titolo, può competere per i playoff della Eastern Conference. La quota FanDuel di 29,5 vittorie è ritenuta troppo bassa, considerando i 31 successi precedenti e l'assenza di perdite decisive.

Nuova guida e ritmo per i Bulls

Il cambio in panchina è rilevante: Billy Donovan ha lasciato, e Tiago Splitter è atteso per dare spazio ai giovani, alzando ritmo e intensità. L'arrivo di Norman Powell in free agency aggiunge tiro e spaziature. La sua permanenza offrirebbe ai Bulls una guardia di livello elevato, vicina all'All-Star Game, ideale accanto alle qualità di passatore di Josh Giddey.

Il frontcourt, risorsa inattesa

La forza del reparto lunghi è chiave per cui Chicago può superare le aspettative. Matas Buzelis, alla sua terza stagione NBA, è visto come elemento di costruzione, potenziale titolare da ala con margini superiori se migliorerà il tiro da tre. Con lui, Caleb Wilson (scelta da lottery) e il veterano Nic Claxton formano un trio di lunghi atletici, energici e capaci di alimentare la transizione.

Il giudizio su Josh Giddey resta equilibrato. Il tiro può limitarne il profilo da prima opzione in una contender, ma non il valore per una squadra in crescita. La sua crescita al 36% da tre punti lo rende più rispettabile sugli scarichi; con Powell ad aprire il campo, il suo playmaking può pesare, specie contro avversarie meno solide.

Competitività nella ricostruzione

Un'analisi colloca i Bulls ancora in ricostruzione, ma non tra le tre peggiori squadre NBA. L'ingaggio di Norman Powell (contratto biennale da 45 milioni di dollari, secondo anno team option) è letto come una mossa che unisce competitività e flessibilità. Il sistema di lottery "3-2-1" rende meno conveniente puntare al fondo, suggerendo una posizione intermedia più vantaggiosa.