Un episodio di tensione ha segnato la partecipazione di Flavio Cobolli agli US Open 2026. Durante il match di secondo turno contro l'australiano Tristan Schoolkate, disputato giovedì 3 settembre, il tennista italiano è stato protagonista di un acceso confronto con la giudice di sedia. L'alterco è scaturito nel finale del primo set, quando Cobolli ha vivacemente contestato una decisione arbitrale, aggiungendo un elemento di drammaticità a una partita già cruciale nel prestigioso contesto dello Slam americano.
La contestazione della chiamata arbitrale
La discussione ha avuto luogo nella fase conclusiva del primo parziale, un set che Cobolli ha poi perso con il punteggio di 6-3. A scatenare il battibecco è stata una palla chiamata fuori. Immediatamente, il tennista italiano si è rivolto alla giudice di sedia, chiedendo con insistenza: "Era fuori?". La sua richiesta era volta a ottenere una conferma sulla certezza della chiamata e, se possibile, a visionare il replay, ritenendo il punto di estrema importanza e meritevole di un'attenta verifica in un momento così delicato dell'incontro.
La risposta dell'arbitra è stata perentoria e non ha lasciato spazio a ulteriori discussioni. Di fronte all'insistenza di Cobolli, che cercava di ottenere maggiori chiarimenti, la giudice di sedia ha posto fine al confronto ribadendo la sua decisione con un lapidario: "è fuori".
L'episodio si è così concluso senza possibilità di replica per l'azzurro, che si è visto costretto a riprendere il gioco, accettando la decisione arbitrale ormai definitiva.
Un momento di nervosismo cruciale
La scena ha catturato perfettamente la tensione agonistica che permea le partite di un Grande Slam. Cobolli, impegnato in una sfida di alto livello contro Schoolkate, ha vissuto quel frangente come un momento estremamente controverso, proprio mentre il primo set si avviava alla sua conclusione. La sconfitta nel parziale per 6-3 in favore dell'australiano ha reso l'episodio ancora più gravoso, evidenziando come ogni singola decisione e ogni punto possano avere un impatto significativo sull'andamento e sull'esito di una frazione di gioco così rilevante.
Al centro della vicenda resta, dunque, la gestione di una chiamata arbitrale: una palla giudicata fuori, la successiva e immediata richiesta di verifica da parte del giocatore e la conferma inappellabile da parte della giudice di sedia. Non sono emersi ulteriori dettagli sul prosieguo della discussione, che si è esaurita sul campo con la decisione arbitrale mantenuta ferma, lasciando però un segno sulla partita.
Il percorso di Schoolkate agli US Open
Prima di incrociare la racchetta con Flavio Cobolli in questo combattuto secondo turno, Tristan Schoolkate aveva già dimostrato le sue capacità nel prestigioso torneo di New York. Nel turno precedente, l'australiano aveva affrontato e superato un avversario ostico come Nishesh Basavareddy.
L'incontro si era risolto con la vittoria di Schoolkate in quattro set, con i parziali di 7-6(4), 3-6, 6-3, 6-4. Una battaglia intensa, durata ben tre ore e tre minuti, che aveva permesso all'australiano di guadagnarsi l'accesso al secondo turno e di prepararsi alla sfida contro l'italiano, in un cammino che si prospettava sempre più impegnativo e ricco di sfide.