Flavio Cobolli ha inaugurato il suo percorso agli US Open con una vittoria sofferta ma di grande impatto, superando l'argentino Francisco Comesana in un match epico durato cinque set. L'azzurro ha compiuto una notevole rimonta dopo aver perso i primi due parziali e aver sfiorato l'eliminazione, in quello che è l'ultimo Slam della stagione. Nonostante il successo e il passaggio del turno, il tennista italiano ha espresso una sorprendente e marcata autocritica sulla propria prestazione.
La partita ha mostrato due volti distinti. Nelle fasi iniziali, Cobolli ha faticato a entrare nel vivo del gioco, manifestando tensione e difficoltà nel trovare l'energia necessaria per affrontare un incontro di tale importanza.
La situazione sembrava ormai compromessa, con l'avversario in netto vantaggio. Tuttavia, l'italiano è riuscito a cambiare radicalmente l'approccio, innescando una reazione che lo ha portato a completare una rimonta inaspettata. Questo ribaltamento ha garantito a Cobolli la qualificazione, ma non ha attenuato la severità con cui ha giudicato la propria condotta di gara.
Le parole di Cobolli: pressione e autocritica
Nell'intervista rilasciata a SuperTennis dopo la vittoria, Flavio Cobolli ha risposto con una battuta rivelatrice alla domanda su quale sarebbe stato il commento del suo gruppo di lavoro: "Cosa mi dirà il mio team? Che sono un cretino, iniziamo sempre così...". Una frase pronunciata con tono leggero, ma che ha evidenziato la sua lucida analisi di una gara iniziata in salita e poi recuperata con grande determinazione e carattere.
L'azzurro ha spiegato le ragioni del suo momento più complicato: "C'era tanta pressione. Ho iniziato la partita un po' teso, non riuscivo a prendere l'energia che questo match meritava". La svolta è arrivata in un momento cruciale, quando la partita sembrava ormai sfuggita e sentiva di non avere più nulla da perdere: "alla fine, quando non avevo nulla da perdere, sono andato in bagno e mi sono detto che potevo ancora ribaltarla". Da quel preciso istante, Cobolli ha ritrovato intensità, aggressività e una rinnovata fiducia, elementi che si sono rivelati fondamentali per completare una rimonta di grande peso sia sul piano tecnico che mentale.
La svolta del match e l'influenza dell'ambiente
Nel suo racconto post-vittoria, Cobolli ha inoltre evidenziato il ruolo significativo dell'ambiente e del contesto in cui si è svolto l'incontro.
Ha dichiarato: "C’è tanta pressione. Esordire su questo campo così prestigioso, mette tensione". Ha poi aggiunto un dettaglio significativo sul suo approccio e sulla sua capacità di reazione: "Non riuscivo a prendere energia, ma quando non ho nulla da perdere, mi vien fuori la cattiveria agonistica. Cerchi di cambiare tutto, perfino l’outfit per scaramanzia, e se ce la fai è magico. Sono un po’ pazzo, un po’ come questo pubblico". Questa affermazione finale, che paragona la sua "follia" a quella del pubblico, chiude il quadro di una vittoria ottenuta non solo grazie alle sue capacità tecniche, ma anche attraverso una forte componente emotiva e psicologica, dimostrando una notevole resilienza mentale.