La Vuelta ha vissuto uno snodo cruciale nella cronometro individuale che ha collegato El Puerto de Santa María a Jerez de la Frontera. La diciottesima tappa, lunga 32 chilometri, ha visto il trionfo dello svizzero Stefan Küng del team Tudor, mentre lo spagnolo Enric Mas è riuscito a difendere la sua maglia rossa nel confronto a distanza con il temibile Primoz Roglic.

Küng ha dominato la prova contro il tempo, una tappa ideale per gli specialisti. Lo svizzero ha preceduto di soli tre secondi il britannico Callum Thornley della Red Bull-Bora-hansgrohe, mentre il portoghese João Almeida della UAE ha conquistato il terzo gradino del podio, staccato di nove secondi.

Il quattro volte vincitore della corsa spagnola, Primoz Roglic, ha chiuso la cronometro al quarto posto, un risultato che gli ha permesso di guadagnare terreno prezioso nella classifica generale.

Mas consolida il primato, Roglic avanza

Nonostante la pressione, la cronometro non ha scalfito il primato di Enric Mas, pur modificando gli equilibri alle sue spalle. Primoz Roglic è infatti salito al secondo posto della classifica generale, superando Felix Gall, che ora accusa un ritardo di 1'24" dallo sloveno. Mas ha ceduto 33 secondi a Roglic, ma ha saputo difendere con successo la sua maglia rossa, mantenendo un vantaggio significativo di 1'37'' sul rivale della Red Bull.

La giornata degli specialisti e la tenuta di Mas

Il risultato della tappa ha premiato la straordinaria forza di Stefan Küng nelle prove contro il tempo. Allo stesso tempo, ha fornito a Enric Mas una risposta importante proprio nel giorno in cui Primoz Roglic avrebbe potuto tentare di riaprire in modo più deciso la corsa. Lo spagnolo, pur non evitando una perdita di secondi, è riuscito a contenere il margine, concedendo a Roglic il sorpasso su Gall ma non il ribaltamento della classifica generale della Vuelta.

Dettagli tecnici e attesa per le tappe di montagna

L'atmosfera attorno ai bus dei team Movistar e Bora/Red Bull a Jerez de la Frontera ha rivelato l'importanza delle scelte tecniche. Patxi Vila ha descritto il percorso come "una cronometro in cui si può spingere, poco tecnica, con un paio di curve", sottolineando le caratteristiche che favorivano la potenza pura.

Iván Velasco ha ammesso che si trattava di "una crono per specialisti puri" e che il team Movistar era consapevole dello svantaggio potenziale rispetto a Primoz Roglic.

Sul fronte del materiale, Movistar ha puntato su una bici già ottimizzata e un monocorona da 64 denti. Per il team Bora, Dan Bigham ha illustrato l'utilizzo di uno strumento di ottimizzazione avanzato, sviluppato in collaborazione con Red Bull Advanced Technologies. Dopo l'arrivo, Enric Mas ha riassunto la sua prestazione con pragmatismo: "Mi aspettavo qualcosa del genere. Pensavamo di perdere meno di quanto la gente pensasse". Questo risultato consolida la sua posizione in vista delle decisive tappe di montagna, dove la battaglia per la vittoria finale della Vuelta si preannuncia ancora intensa.