Il tennista Tommy Paul sta vivendo il vibrante caos di New York, tipico dello US Open 2026, non come un ostacolo, bensì come una vera e propria spinta. Dopo aver battuto Alexander Bublik venerdì nella metropoli americana, l’americano, testa di serie numero 20, ha spiegato di apprezzare l’atmosfera del Louis Armstrong Stadium, fatta di rumore continuo, pubblico acceso e un ambiente distintivo rispetto agli altri Slam.
Alla domanda sulla sua esperienza sul campo Armstrong, Paul ha risposto con convinzione: "Credo che probabilmente mi aiuti". Il tennista statunitense ha aggiunto di gradire il frastuono che accompagna le partite: "Mi piace molto il rumore forte sull’Armstrong e in tutto lo US Open.
Penso che sia molto divertente, ed è diverso". Per Paul, proprio questa particolarità contribuisce all’identità del torneo: "Credo sia ciò che separa lo US Open dagli altri Slam e lo rende più divertente per chi viene a vederlo".
La sfida con Alcaraz e il sostegno del pubblico
Il successo su Bublik ha portato Paul agli ottavi di finale, dove affronterà il talentuoso Carlos Alcaraz. L’americano si aspetta un coinvolgimento ancora maggiore dagli spalti e spera che il pubblico di casa possa accompagnarlo nel prossimo passaggio del torneo. "Penso che il pubblico sarà entusiasta per questo incontro. Ovviamente il pubblico di ogni torneo ama Carlos, ma io sono americano, quindi spero che possa stare un po’ dalla mia parte", ha detto Paul, auspicando il sostegno dei suoi connazionali.
Kostyuk: rumore costante, ma ci si abitua
Anche Marta Kostyuk, vincitrice sul Grandstand nel Day 6, ha parlato dell’ambiente dei campi principali. La giocatrice ucraina ha descritto Armstrong e Ashe come arene sempre molto rumorose: "Non ricordo com’è sugli altri campi, ma Armstrong e Ashe sono molto, molto, molto rumorosi in ogni momento". Kostyuk ha spiegato che la reazione dipende dalla condizione del giorno, dalla stanchezza e dalla capacità di isolarsi. Ha ricordato che nei primi game della partita con Sloane Stephens, giocata sull’Armstrong al secondo turno, era stato difficile adattarsi, ma che con il rumore costante "alla fine ti abitui e non lo senti nemmeno più".
Il dibattito sulle condizioni a Flushing Meadows
Il dibattito sul clima dello US Open non riguarda unicamente Paul. Le particolari condizioni ambientali e acustiche che caratterizzano i campi di Flushing Meadows sono, infatti, un tema ricorrente tra gli atleti.