Lewis Hamilton ha conquistato la pole position nelle qualifiche del Gran Premio di Città del Messico, segnando il suo primo successo del sabato con la Ferrari. A 41 anni, il sette volte campione del mondo è diventato il pilota più anziano a ottenere una pole in Formula 1 dai tempi di Mario Andretti, che fu primo al Gran Premio d’Italia nel 1982, ben 44 anni prima. Questo risultato conferisce alla giornata un significato che va oltre la semplice posizione in griglia di partenza.

Hamilton entra così in una doppia e rara classifica: figura tra i primi dieci sia dei più giovani sia dei più anziani poleman nella storia della Formula 1.

Già prima di scendere in pista in Messico, discutendo la possibilità di competere ad alto livello oltre i quarant’anni e con l’ambizione di disputare un futuro Gran Premio d’Africa, aveva dichiarato: “Sono costruito diversamente”. Dopo aver ottenuto la pole, ha ribadito che la sua motivazione rimane profondamente mentale e personale: “Quando c’è volontà, c’è una via”.

Il ritorno della Ferrari in vetta

Per Lewis Hamilton, questa pole position rappresenta il culmine di un percorso complesso, iniziato con il suo passaggio alla Ferrari e caratterizzato da momenti altalenanti. La sua precedente pole risaliva a tre anni fa, in Ungheria. Tuttavia, in questa stagione, il pilota britannico ha mostrato una maggiore competitività rispetto a gran parte dell’era a effetto suolo.

Il giro decisivo è stato frutto di una qualifica estremamente serrata, con poco carico aerodinamico e scarsa aderenza, dove la perfezione era quasi un requisito. Hamilton ha anche espresso l’emozione legata alla storia della Scuderia: rivedersi in rosso davanti a tutti gli ha richiamato alla mente le immagini di Michael Schumacher in pole e vittorioso con la Ferrari. “È molto, molto speciale”, ha commentato.

Le sfide della gara domenicale

Il primato ottenuto in qualifica non annulla le incognite e le difficoltà che si prospettano per la gara. Hamilton non ha potuto completare i suoi long run nella seconda sessione di prove libere, essendo stato fermato in pista a causa di preoccupazioni relative alla power unit.

Inoltre, a Città del Messico, la pole position espone chi parte in testa a una scia molto lunga fino alla prima frenata: dal suo stallo alla curva uno ci sono ben 815 metri. Nonostante le sue 106 vittorie già all’attivo, il britannico rimane focalizzato sul suo obiettivo più grande: la conquista dell’ottavo titolo mondiale. Indipendentemente dall’esito della gara, ha comunque aggiunto un altro significativo traguardo alla sua illustre carriera, consolidando la sua posizione tra i poleman più anziani della storia della Formula 1.