La Legge di Stabiltà 2014 è stata approvata da entrambe le Camere e i contribuenti fra i quali professionisti e
imprese possono ora contare "danni e opportunità fiscali" per il 2014.
Alcune cattive notizie:
  1. entro il 31.1.2014 professionisti e le imprese dovranno presentare lo "Spesometro" e la "Comunicazione dei beni ai soci" per il 2012 (se dovuta), con tutte le insidie e le incertezze applicative che tali adempimenti comportano;
  2. imprese e professionisti con fatturato relativo al 2013 superiore a 200.000 € dovranno accettare i pagamenti superiori a 30 € con bancomat dotandosi di POS. Gli altri possono aspettare fino al 30.6.2014. Si attendono comunque provvedimenti di proroga, vista l'impossibilità materiale di tempo per  adeguarsi;  
  3. cancellazione del fondo irap che avrebbe dovuto consentire a professionisti e imprese senza dipendenti e con modesti beni strumentali di essere esonerati da tale imposta. Su tale tema il caos è totale, perchè anche attualmente abbiamo un'ampia giurisprudenza e molti Uffici dell'Agenzia delle Entrate pronti a riconoscere l'esenzione a tali soggetti anche per il passato;
Queste invece delle buone notizie sempre dalla Legge di Stabilità:
  1. Cala il tasso di interesse legale, dal 2,5% al 1%, con benefici per i pagamenti tardivi di imposte con ravvedimento operoso; per pagamento di cartelle esattoriali e avvisi di accertamento.Non è gran cosa, ma è meglio di niente.
  2. Possibile pagare cartelle esattoriali su ruoli emessi fino a ottobre 2013 in unica soluzione entro il 28.2.2014, con abbuono degli interessi, ma perdita della possibilità di rateizzare. Mi sembra poca cosa;
  3. durata contratti di leasing: viene ridotto il periodi di ammortamento ordinario, da 2/3 a metà per i beni mobili, mentre per gli immobili il termine variabile da 11 a 18 anni viene fissato a 12;
  4. Rivalutazione partecipazioni non quotate e terreni edificabili: viene ancora una volta riaperta la possibilità di rivalutare le partecipazioni possedute da persone fisiche in società non quotate,  terreni edificabili, fino al 30.6.2014,con le solite aliquote 2% (partecipazioni non qualificate) e 4% (qualificate), con perizia giurata. La norma è sempre molto interessante per chi ha in vista operazioni di vendita su beni a basso valore di carico, perchè ad esempio posseduti da decenni e potenzialmente produttivi di plusvalenze tassabili ad aliquota irpef altissime. La rivalutazione non ha valore per i beni trasmessi in successione e donazione.
  5. Efficacia Rivalutazione degli immobili aziendali effettuata nel 2008: a partire dal 1.1.2014 assume rilevanza fiscale ai fini della determinazione di plusvalenze/minusvalenze su beni strumentali immobiliari effettuata nel 2008. Ai fini dell'ammortamento l'efficacia fiscale  ha rilevanza anche per l'anno 2013.
  6. Affrancamento dei saldi di Rivalutazione 10%. Credo sia interessante soprattutto per per chi intenda assegnare dei beni (in particolare immobili) ai soci con un carico fiscale sopportabile.
  7. Per le ditte con bilancio, Rivalutazione dei beni strumentali ammortizzabili con aliquota 16%; beni non ammortizzabili 12%, pagabile in 3 anni, con effetto fiscale dal quarto anno successivo.
  8. Beni irregolarmente detenuti all'estero: è in corso una difficile trattativa con la Svizzera che dovrebbe consentire ai contribuenti italiani, come già accaduto ai contribuenti di mezzo mondo, la liberazione di beni di qualsiasi tipo detenuti irregolarmente all'estero, non solo Svizzera, con il pagamento delle imposte evase, la riduzione delle sanzioni civili, l'esonero da sanzioni penali, a condizione che il contribuente chiarisca la provenienza delle somme sottratte al Fisco. Nonostante  vi sia una circolare (38E) che già fornisce le prime istruzioni in merito, pare vi siano ancora molte difficoltà tecniche per una buona attuazione della norma, e  i giornali finanziari parlano di "fuga di capitali" verso Singapore, Hong Kong e altri Paradisi fiscali emergenti. Probabilmente gli "evasori" temono trappole; i detentori involontariamente irregolari temono di dovere pagare dazio senza motivo; così i capitali continuano a fuggire. Per la collettività penso sia auspicabile un "rientro di capitali" oggi parcheggiati all'estero,  finalizzato agli investimenti in Italia,  ma il legislatore per avere successo dovrà emanare norme di attuazione che si limitino a recuperare le imposte evase, dando la certezza di non tendere trappole, anche solo potenziali, ai contribuenti collaborativi.