Lo hanno già battezzato il venerdì nero. Il riferimento è alla data del prossimo 24 gennaio del 2014 a causa della scadenza della terza ed ultima rata della Tares 2013, e soprattutto per la scadenza della tanto chiacchierata mini imu sulla prima casa con ben 10 milioni di italiani coinvolti.

Più la scadenza si avvicina, e più i Centri di assistenza fiscale (Caf) sono sovraccarichi a causa di quello che, secondo Unimpresa, è un vero e proprio ginepraio fiscale. Questo perché i cittadini, con molti di questi che pensavano che il saldo Imu 2013 fosse stato interamente abolito con il Decreto del Governo, hanno bisogno di informazioni, di assistenza e di aiuto con la conseguenza che ai Caf le file sono sempre più lunghe.

Secondo Unimpresa, in vista della scadenza del prossimo 24 gennaio del 2014, il rischio è quello di commettere errori e di portare poi all'attivazione di tanti contenziosi con il Fisco. Questa situazione, secondo il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi, si è generata in quanto il Governo presieduto dal Premier Enrico Letta a conti fatti non ha mantenuto le promesse.

Promesse che sono non solo legate nello specifico alle tasse, ma al fatto che all'atto del suo insediamento il Premier aveva promesso in materia di adempimenti fiscali una forte semplificazione. Ma con la mini Imu, invece, regna tra i cittadini confusione e disorientamento peraltro per importi da pagare che, specie per le case che sono di minor pregio, ammontano a poche decine di euro.