Come ormai di consueto anche il prossimo modello di Dichiarazione dei redditi presenterà diverse novità, alcune positive, altre decisamente meno. E' questo il caso anche dei quadri relativi ai redditi di natura fondiaria, ossia quelli derivanti dal possesso o dalla messa a reddito degli immobili posseduti.

Nessuna novità sostanziale è prevista per le abitazioni principali, in quanto non sono soggette a tassazione Irpef, anche se occorre segnalare una novità che incide nella formale compilazione del modello dichiarativo che prevede per il 2013 due fattispecie, legate al pagamento dell'Imu sulla prima casa:

  • chi non ha dovuto versarla dovrà dichiarare la rendita catastale dell'immobile che confluirà nel reddito complessivo ai fini Irpef, fatto salvo poi poter godere della deduzione totale della stessa; 
  • chi ha versato la c.d. Mini-Imu o è residente in un immobile di c.d. lusso vedrà la rendita catastale del proprio immobile esclusa dalla formazione del reddito complessivo.

E' opportuno segnalare che è da considerarsi abitazione principale nella quale il dichiarante o i suoi familiari dimorano abitualmente.

La deduzione o esclusione dal reddito complessivo spetta quindi anche nel caso in cui l'immobile costituisca la dimora principale soltanto di un familiare (es. comodato gratuito al fratello o al figlio) e non del proprietario. Il dichiarante può comunque dichiarare al massimo solo un immobile come abitazione principale.

Novità di natura sostanziali sono legate al possesso di immobili locati o tenuti a disposizione dal contribuente.

Nel caso di immobile a disposizione (sfitto) la normativa prevede per il terzo anno consecutivo regole nuove. La rendita catastale del fabbricato rimane esclusa dalla formazione del reddito nel caso in cui lo stesso sia collocato in un comune diverso da quello ove si trova l'abitazione principale, come previsto dalla legge istitutiva dell'IMU (che prevede che la stessa è un'imposta sostitutiva di Irpef e addizionali).

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In caso l'immobile invece sia situato nel medesimo comune in cui si trova l'abitazione principale la rendita catastale dell'immobile aumentata di un terzo sarà imponibile alla tassazione Irpef (incluse addizionali) nella misura del 50%.

Gli immobili locati con contratti di natura commerciale e quelli locati a qualsiasi uso a soggetti diversi dalle persone fisiche saranno soggetti a tassazione Irpef e l'imponibile sarà dato dal 95% del canone previsto dal contratto di locazione (anche se non incassato, salvi casi particolari ove è previsto intervento di natura giudiziaria), differentemente da quanto previsto nella dichiarazione reddituale precedente ove l'imponibile era determinato nella misura dell'85%.

Gli immobili ad uso abitativo con contratto a libero mercato locati a persone fisiche saranno assoggettati a tassazione ordinaria uguale a quella prevista per i contratti di natura commerciale o, se il proprietario ha esercitato l'opzione nei tempi e modi previsti, a cedolare secca nella misura del 21%.

Gli immobili ad uso abitativo locati con contratto a canone concordato saranno assoggettati a tassazione ordinaria su un imponibile dato dal 66,5% del canone previsto dal contratto di locazione (a discapito del contribuente che l'anno prima doveva dichiarare il 59,5%) o, se il proprietario ha esercitato l'opzione nei tempi e modi previsti, a cedolare secca nella misura del 15% (a vantaggio del contribuente che l'anno precedente era soggetto all'aliquota del 19%).

Discorso a parte è da fare per i fabbricati per i quali è riconosciuto l'interesse storico e artistico, per i quali è prevista l'imponibilità del 65% di quanto risultate dal contratto di locazione.

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