Niente web tax: così ha deciso il Consiglio dei Ministri che, attraverso un decreto, ha di fatto cancellato l'ipotesi dell'introduzione della tassa sulle transazioni Internet, rimandando il discorso al Parlamento Europeo che esaminerà, in un più largo contesto, la situazione riguardante gli introiti pubblicitari dei grandi colossi del Web (Google, Amazon).


Per una tassa scongiurata, ecco che ne potrebbe spuntare un'altra, sempre riguardante il mondo tecnologico: chi acquisterà, nei prossimi mesi, #Smartphone, PC, notebook, #tablet, lettori MP3 e persino le chiavette USB, potrebbe trovare la sgradita sorpresa di doverli pagare di più (e non di poco...).


Ricordate la tassa introdotta dal ministro Bondi nel 2009 sui dispositivi tecnologici? Ebbene, sembra che la Siae stia facendo pressione sul Governo, affinchè questo balzello venga ritoccato: il motivo? E' sempre il solito: la Siae spinge per l'introduzione dell'imposta per bilanciare l'uso sregolato delle cosiddette 'copie personali' di musica, film e tutto ciò che detiene i regolari 'diritti d'autore'. In pratica, si pagheranno di più gli 'strumenti' che dovrebbero servire ad alimentare l'industria della 'pirateria'.


Dunque, smartphone (e non solo) più cari per fronteggiare questa piaga e a rimetterci, come al solito, i consumatori, specie quelli a cui non interessa 'scaricare' musica o film in maniera illegale ma che usa il proprio dispositivo tecnologico in modo assolutamente legale.  Ora la 'patata bollente' passerà nelle mani del neo ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini.