Il poco simpatico redditometro è uno strumento che confronta il reddito dichiarato con le spese effettivamente sostenute da un contribuente. Quando il Fisco nota una differenza superiore al 20% scattano le verifiche di congruità fra il tenore di vita e l'importo della Dichiarazione dei redditi.

Periodo: si comincia con i redditi del 2009, dichiarazione dei redditi 2010.

Che cosa succederà?

Il fisco invierà una lettera con la quale chiederà al cittadino:

- le ricevute (bonifici, fatture) delle spese fatte (es. per la casa, l'auto, le ristrutturazioni, spese mediche, contributi, ecc,), degli investimenti.

- I Saldi iniziali e finali dell'anno 2009 dei conti bancari e postali.

- Comunicherà il luogo, la data e l'ora in cui presentarsi allo Sportello dell'Agenzia delle Entrate ed il nome del funzionario che seguirà la pratica.

Come si deve comportare il cittadino?

- Ricevuto l'invito, dovrà presentarsi allo sportello dell'Agenzia delle Entrate entro 15 giorni per giustificare la differenza fra il reddito dichiarato e le spese sostenute.

- Presenterà le relative fatture ed i bonifici delle spese.

- Presenterà la documentazione relativa a redditi esenti o già tassati alla fonte. Esempio: gli interessi sui Titoli di stato; redditi da locazione (affitti) di abitazioni soggetti a tassazione secca.

- Le ricevute relative ad eventuali vincite (lotto, scommesse, ecc.), prestiti (bonifici, estremi di assegni).

Quando il Fisco ha ricevuto queste informazioni agirà come segue:

- se troverà congruo il rapporto dichiarazione/spese, interromperà la verifica e la dichiarazione sarà accettata.

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- Se troverà insufficienti le giustificazioni lo comunicherà al contribuente specificando il perché e predisporrà un nuovo imponibile con relative sanzioni ed interessi che sottoporrà all'adesione del cittadino fissando un nuovo contraddittorio.

Il contribuente, ricevuta la proposta, potrà decidere di agire in uno dei seguenti modi:

- Accettare la proposta di pagare, entro 15 giorni, quanto indicato dal Fisco, ottenendo uno sconto sulle sanzioni.

- Potrà optare per presentarsi al secondo contraddittorio dove porterà nuove giustificazioni.

Dopo il secondo colloquio, se il contribuente non accetterà la proposta di adesione, l'Agenzia delle Entrate formalizzerà l'accertamento comunicando la cifra ritenuta evasa e le motivazioni punto per punto del perché non ha accettato le giustificazioni.

Il cittadino non potrà più aderire alle proposte di pagamento e potrà solo impugnare l'accertamento entro 60 giorni presso la Commissione Tributaria.

Il consiglio è di agire con calma senza farsi prendere dal panico, raccogliere le giustificazioni e presentarsi al contradditorio serenamente. Comportiamoci da cittadini (non da sudditi) e tutto andrà per il meglio.

L'invio delle prime ventimila lettere ai contribuenti attenzionati (investigati) dal fisco partirà dal mese di aprile.