In questo inizio 2014 perdura il dibattito sulla necessità di abbassare le tasse. Certamente l'eventualità avrebbe risvolti positivi. Fosse per il fatto che le notizie di cronaca ci informano su quali vie prendano le tasse pagate, sotto forma di rimborsi, regionali o meno, o quant'altro di simile che certo non deve essere qui indicato perché ne giunga la sensazione. Tanto premesso, una domanda: quanto sarebbe efficace l'abbassamento delle tasse ai fini della ripresa economica?

L'intento non è di fornire un'analisi scientifica, quanto piuttosto il cogliere uno spunto circa la complessità delle questioni economiche, alle quali sempre bisognerebbe accostarsi con una sola ottica, quella sistemica.

Con il massimo di semplificazione immaginabile si pensi che l'intera economia abbia un suo conto economico. Si sa che il conto economico accoglie costi e ricavi, per giungere poi al netto finale. Si parte dalle vendite, si sottraggono i costi di produzione, resta il valore della produzione, poi a seguire si tolgono i costi di altra natura, si arriva all'utile ante imposte, si conteggiano le medesime, e si arriva all'utile netto finale. Questo per notare che prima di giungere al livello in cui agiscono le tasse, c'è un intero "mondo" nei livelli precedenti. È un mondo semplice, eppure rischia di sfuggire quanto sia cruciale.

Si ipotizzi comunque che il minor livello di aliquote restituisca un utile netto finale maggiore. Questo prenderà diverse vie, consumi, investimenti e risparmi.

I migliori video del giorno

Prendiamo i consumi: se io oggi avessi più soldi a disposizione, li spenderei? Comprando cosa? Ipotizziamo che dopo aver tirato la cinghia per un po' durante la crisi acquisti un nuovo smartphone.

Questo è solo un mero esempio, ma è stato scelto proprio per chiudere il cerchio con il "mondo" semplice di cui sopra si è fatto cenno. Il nocciolo è uno: dove è stato prodotto il telefono che si compra con i soldi liberati dalle minori tasse? In Asia? E come mai? Forse perché i costi comparati internazionali, e non solo, a questo portano? Si, potrebbe essere. Ed è da qui che si giunge alla scoperta di quel mondo semplice ma che pare sfuggire e che sta al di sopra dell'utile netto finale: sono le vendite, stanno proprio in cima, all'inizio dei conteggi del conto economico. Prima di tutto bisogna vendere, perché anche se si portano le aliquote all'1%, l'1% di "nessuna vendita", è zero. Le vendite sono tutto in un attività economica concorrenziale.

Ma per vendere bisogna essere competitivi, ovvero bisogna andare sul mercato con prodotti adatti alle aspettative dei consumatori, e al giusto costo di produzione così che la vendita sia possibile per le tasche del compratore e dia un gain al produttore per proseguire in equilibrio.

Quindi, esiste il rischio che abbassare le tasse in un'economia non competitiva possa non migliorare la situazione e/o anche non migliorare l'occupazione? Potrebbe, eccome potrebbe. Quindi abbassare le tasse si, ma allo stesso tempo darsi da fare, e tanto, per abbassare i costi. Altrimenti non se ne esce.

Sempre che dopo l'Asia non si inizi a produrre, tra qualche lustro, in Africa. In tal caso saremmo punto e a capo.