Se quest’anno hai saltellato da un datore di lavoro all'altro due o più volte ed alla fine dell'anno ti ritrovi con due o più CUD, scatta l'obbligo di dichiarare i propri redditi al fisco. In queste situazioni possono ritrovarsi coloro che abbiano avuto due o più contratti a termine e/o progetto o che abbiano prima avuto un contratto e poi abbiano perso il lavoro e goduto dell'indennità di disoccupazione.

Ai fini fiscali, qualora vi si presentasse una situazione di questo tipo ci sono due possibilità: fare il 730 oppure il modello Unico. La discriminante? Possedere o meno un sostituto d'imposta nel momento della dichiarazione.

Cioè il soggetto che può trattenere o rimborsare le quote Irpef direttamente in busta paga.

Per coloro che non hanno adottato i necessari accorgimenti dal punto di vista fiscale, il cumulo dei redditi genera inevitabilmente un debito d'imposta. Questo per effetto del fatto che i diversi datori di lavoro (o Inps e Inail in caso rispettivamente di disoccupazione e infortunio) non essendo a conoscenza l'uno dell'altro hanno provveduto a tassare i nostri redditi con la stessa aliquota.

Ad esempio la tassazione applicata su due contratti di lavoro rispettivamente di 9000 e 10000 euro è diversa dalla tassazione applicata considerando i due redditi cumulati. Nei singoli contratti, il datore di lavoro sostituto d’imposta, non sapendo del primo reddito percepito, applica l'aliquota base (23%).

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Ne consegue che il contribuente paga il 23% su 19.000 euro, mentre avrebbe dovuto pagare il 23% su 15.000 euro ed un’aliquota del 27% sulla restante parte di 4000 euro.

La sorpresa? La differenza fra l'aliquota applicata e quella che si sarebbe dovuta applicare, fa si che in sede di conguaglio si generi un debito nei confronti dello Stato al lordo di eventuali oneri deducibili. Il discorso si complica se pensiamo che, per due redditi diversi, anche le detrazioni fiscali (per lavoro dipendente) applicate dai rispettivi datori di lavoro vanno ricalcolate e l’imposta Irpef netta da pagare potrebbe risultare ancora più alta. 

Oltre all’Irpef, nel calcolo delle imposte dovute a seguito di presentazione della Dichiarazione dei redditi il contribuente deve le addizionali, regionale e comunale. Il debito nei confronti dello Stato fa si che il fisco oltre alle quote dell'anno dichiarato, ci faccia pagare un acconto (105%) per l'anno successivo supponendo che anche per quell'anno ci ritroveremo nella stessa situazione.



Cosa fare

Informare il nuovo datore di lavoro dei redditi e delle detrazioni già percepite magari facendosi stampare una copia provvisoria del Cud o farsi consegnare il modello per le detrazioni fiscale in cui si indicheranno le detrazioni fiscali spettanti ed eventuali redditi percepiti. Occorre indicare i dati dell'ultimo datore di lavoro nell'eventualità si opti per il 730. In caso anche l'ultimo contratto sia cessato e ci si trovi a dover trovare un nuovo impiego o magari a percepire la disoccupazione Inps, bisogna optare per il modello UNICO.