Il Miur non poteva non far parlare di sé. A canalizzare l'attenzione dei social è stato un errore ortografico di quelli da sottolineare tre volte. La parola tracce e diventata per qualche ora traccie. Solamente alle 19.30 il gestore del sito si accorge del refuso e corregge l'errore. Un lasso di tempo sufficiente per uno screen shot del sito e diffondere la foto sul web.

Miur, il caso della "i" di troppo

Sulla pagina dedicata agli esami di maturità è comparsa nel titolo la parola "traccie". L'errore puramente ortografico è di quelli che si commettono spesso, quando non ci si ricorda mai la regoletta imparata alle elementari: al plurale i sostantivi femminili che terminano con -cia e -gia, perdono la "i" se la sillaba è preceduta da una consonante.

L'errore è stato così eclatante da portare il Ministero ad aprire un'indagine interna per accertare le responsabilità e a diffnodere un comunicato di scuse in serata.

Le scuse del Ministero

"Abbiamo visto il refuso sul sito degli Esami di Stato e siamo subito intervenuti per farlo correggere" - è l'incipit del comunicato visibile sullo stesso sito del Miur -. Si tratta di un errore di battitura, di un errore materiale che, naturalmente, non doveva esserci, tanto più su una pagina che riguarda gli Esami. Il fornitore tecnico che gestisce l’inserimento dei contenuti sul sito del Ministero ci ha fatto pervenire una lettera di scuse per l’episodio accaduto che arreca un danno d’immagine alla nostra istituzione".

Miur social Facebook

A frittata fatta il Ministero cerca di stemperare il caso sulla propria pagina Facebook dove si commenta: "L'ortografia italiana è una sola ormai da tempo immemorabile e le sue regole sono chiare: le parole che finiscono in “-cia”, se precedute da consonante, al plurale, non vanno scritte con la "i".

Quindi: “TRACCIA” al plurale si scrive “TRACCE”, non c’è alcun dubbio. Ieri qualcuno si è dimenticato di questa regola e ci dispiace molto. Abbiamo visto il refuso e siamo subito intervenuti per farlo correggere. È stato un errore di battitura, un errore materiale, che naturalmente non doveva esserci, tanto più su una pagina che riguarda gli Esami di Stato.

Il fornitore tecnico che gestisce l’inserimento dei contenuti sul sito del Ministero - responsabile dell'errore - ci ha fatto pervenire una lettera di scuse per l’episodio accaduto. Scuse che noi ci sentiamo di girare a tutte le studentesse e a tutti gli studenti che - lo sappiamo - conoscono molto bene l’ortografia italiana. In tutta questa vicenda pensiamo ci sia almeno una nota positiva: abbiamo dissipato ogni dubbio su come si scriva il plurale di "traccia". Il post in poco tempo ha superato i 3000 mi piace i 250 commenti.

I precedenti del Miur

Il Ministero dell'Istruzione non è nuovo a casi del genere. Già nel 2008 all'interno del testo di una delle tracce di italiano della prima prova scritta venne richiesto agli studenti di spiegare il "ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile" prendendo le mosse da "Ripenso il tuo sorriso", una poesia che Eugenio Montale aveva in realtà dedicato a un uomo (il danzatore russo Baris Kniaseff).

Per non dimenticare la gaffe del 2011 dell'allora Ministro Gelmini su un presunto tunnel di neutrini fra i laboratori del Cern di Ginevra e quelli del Gran Sasso. L'ultimo solamente in ordine di tempo è quello che ha visto protagonista il ministro Fedeli. Il Ministro, in occasione del Premio Cherasco Storia, ha voluto scrivere qualche riga sul sito del Miur. In quell'occasione ha scritto che a Cherasco Napoleone "impose a Vittorio Emanuele III l'armistizio con cui decretò la capitolazione sabauda" dimenticandosi del fatto che Vittorio Emanuele III diventò Re solamente un secolo dopo. L'armistizio, infatti, si concluse fra Napoleone e Vittorio Amedeo III.

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