La bufera sulla Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili, non accenna a placarsi, anzi infuria sempre di più: dopo le polemiche legate al possibile (o presunto) rinvio della data di scadenza per il pagamento, fissata per il prossimo 16 giugno, ora è il sindacato Uil ha denunciare il peso gravoso della nuova imposta sul bilancio delle famiglie italiane.



Tasi, in dodici città si pagherà più dell'Imu

Oltre a lanciare l'allarme per il ritardo, ormai cronico, dei Comuni che stanno procrastinando la loro decisione in merito alle aliquote da applicare, la Uil ha denunciato la beffa che, con tutta probabilità, graverà sulle spalle di molte famiglie italiane.



Infatti, secondo quanto deliberato da 32 Comuni capoluogo che hanno già stabilito la percentuale di imposta che i cittadini sono chiamati a pagare, è emerso che in dodici città (Bergamo, Ferrara, Genova, La Spezia, Macerata, Mantova, Milano, Palermo, Pistoia, Sassari, Savona, Siracusa) si finirà col pagare di più rispetto alla tanto bistrattata imu del 2012. 



Buone notizie, invece, giungono per le famiglie di Roma, Aosta, Brescia, Vicenza, Caserta, Pordenone e Livorno, dove, fortunatamente, il salasso sarà inferiore. In totale, la Tasi costerà in media circa 240 euro a famiglia, contro i 267 che, mediamente, gravarono sulla popolazione italiana nel 2012 per pagare l'Imu.

In attesa di sapere, quanto ma, soprattutto, quando dovremo pagare la Tasi, il quadro generale che possiamo trarre da questi primi dati statistici non è per nulla incoraggiante e se qualcuno aveva osannato l'abolizione dell'Imu, ora non farà nemmeno i salti di gioia.