La data di scadenza per il pagamento della Tasi si sta inesorabilmente avvicinando e la confusione, non solo non accenna a diminuire, ma, anzi, sta aumentando. Se consideriamo che solo mille degli ottomila comuni italiani hanno provveduto a mettersi in regola, capiamo bene come la situazione sia particolarmente complicata. In più, ci sarà tempo solo fino al 23 maggio per sapere quanto pagheranno i proprietari e gli inquilini per questa nuova tassa sui servizi invisibili. 
Tempi ancora più ristretti per la scadenza del pagamento che andrà effettuato entro il 16 giugno: meno di un mese quindi e ancora non si sa quanto si dovrà pagare.


Tasi, Comuni contro Governo Renzi: 'Gli italiani devono pagare entro il 16 giugno'

Il Governo Renzi, di fronte a questi problemi, aveva avanzato delle proposte di rinvio (a settembre, o in alternativa, ove fosse stato possibile, per i primi di luglio): tutto questo avrebbe permesso di guadagnare qualche giorno in più che avrebbe avuto la sua buona importanza.


Il fatto è che, a dire di no, un no irremovibile, sono stati i sindaci di tutta Italia, che si sono opposti fermamente a qualsiasi ipotesi di rinvio. Come mai?
La Tasi rappresenterà uno dei più importanti mezzi di sostentamento per il bilancio dei comuni: senza queste entrate 'cash', le amministrazioni locali subirebbero un vero e proprio tracollo e non saprebbero come coprire i pagamenti riguardanti l’erogazione dei vari servizi pubblici come lo smaltimento dei rifiuti, la manutenzione delle strade, l'assistenza sociale etc...
Ecco perchè,  l’Associazione comuni d’Italia, con a capo il Presidente Piero Fassino, ex segretario del PD, si sta opponendo a qualsiasi ipotesi di rinvio di pagamento, non tenendo nemmeno in considerazione le richieste dei CAF, i centri di assistenza fiscale.