In molti casi i contribuenti italiani si trovano di fronte al problema degli stipendi o delle pensioni percepite dall'estero. Si tratta di norma di lavoratori stagionali che prestano lavoro per parte dell'anno magari sulle montagne di confine in territori non italiani, oppure de nostri cittadini che sono emigrati all'estero da giovani e che adesso hanno diritto alla pensione dello stato estero dove hanno prestato servizio.

Le norme italiane prevedono per questi casi che vengano dichiarati gli stipendi, le pensioni e i redditi assimilati percepiti da contribuenti residenti in Italia nelle dichiarazioni dei redditi. Lo Stato italiano ha convenzioni con molti stati esteri per evitare la doppia tassazione.

Infatti la norma generale è che nessun stipendio o pensione percepito da stati esteri può essere tassato due volte e neanche tassato solo all'estero. Quindi per i contribuenti italiani è fatto obbligo di inserire i redditi di provenienza estera sul 730 sia da uno stato in convenzione che no. Per esempio per quanto riguarda gli stipendi, pagati da un datore di lavoro privato, in Argentina, Australia, Belgio, Canada, Germania, Regno Unito, Spagna, Svizzera e Stati Uniti è prevista tassazione esclusiva in Italia se il lavoratore ha lavorato all'estero per meno di 183 giorni. Per periodi di lavoro più lunghi e il contribuente deve indicare i redditi ricevuti dall'estero per la parte eccedente 6.700 euro. Qualora si lavori in uno stato senza convenzione con l'Italia, o la convenzione stabilisca la possibilità di doppia imposizione, il contribuente può avere il credito d'imposta in Italia per le tasse pagate all'estero o ad un rimborso di quanto pagato direttamente facendone richiesta alle autorità del paese dove si lavorava.

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Per le pensioni il ragionamento è simile, le tasse si pagano in Italia sia che la pensione sia di uno stato convenzionato che non e sia se la pensione è elargita da un ente pubblico o privato.

Questo per le persone che hanno cittadinanza esclusivamente italiana. Per le persone che hanno doppia cittadinanza le tasse si pagano nel paese da dove proviene la pensione e quindi non abbiamo l'obbligo di inserirle nel 730. Per le pensioni però esistono casi diversi. Per il Canada ad esempio dove un cittadino di nazionalità italiana che percepisce una pensione canadese deve dichiararla sempre in Italia e se l'importo non supera 6.197,48 euro l'unica tassazione che subirà sarà nostrana. Qualora la pensione sia più alta scatterà la doppia tassazione ma per le tasse pagate in Canada potrà chiederne il credito di imposta (potrà scaricarle in Italia). Per lo stesso Canada, ma anche per Francia e Svizzera le pensioni date nel regime di "sicurezza sociale" (le assicurative) non sono tassate in Italia e non vanno inserite nella Dichiarazione dei redditi perché tassate alla già alla fonte.

Alla fine possiamo dire che tutti i residenti in Italia devono pagare l'Irpef in Italia. Per essere considerati non residenti bisogna non essere stati iscritti nell'anagrafe delle persone residenti in Italia, aver avuto domicilio o dimora per più della metà dell'anno quindi meno di 183 giorni.