Il Canone Rai è sicuramente una delle tasse più odiate del nostro paese. Quanto detto è facilmente dimostrabile dall'alta evasione dal pagamento di questa tassa da parte delle famiglie italiane. Basti pensare che secondo gli ultimi dati, oltre il 40% delle famiglie italiane non paga il canone Rai, evadendo di fatto il pagamento di una tassa vera e propria. Questo è un dato che viene reso noto dall''Associazione Contribuenti Italiani' e che purtroppo è dato in aumento rispetto a quanto si verificava negli anni passati. Si tratta di un fenomeno che interessa l'intero paese e che dunque non può essere considerato come un qualcosa tipico solo di alcune regioni e più precisamente come spesso si può immaginare del sud italiano.

Diciamo che l'evasione del canone è un qualcosa che unisce l'Italia. 

Cresce l'evasione: dal 2005 è raddoppiata

L'evasione dal canone in Italia sarebbe addirittura raddoppiata dal 2005 ad oggi. Un segnale certamente non positivo e che deve fare riflettere. Basti pensare che la Rai ogni anno perde circa mezzo miliardo di euro di mancati introiti a causa di queste elevate percentuali di evasione. Per non parlare dell'evasione da parte delle aziende che in pratica rappresenta una vera e propria voragine nei conti della Rai. Infatti appena il 4% delle imprese paga il canone Rai. In questo settore l'evasione insomma sarebbe pari al 96%. In totale la Rai secondo gli ultimi calcoli effettuati dall'associazione Contribuenti Italiani perde qualcosa come 1 miliardo e 850 milioni per i mancati versamenti del canone. 

A Milano evasione al 42%

Una situazione certamente non positiva e a cui evidentemente l'esecutivo in carica dovrebbe porre rimedio attraverso la formulazione di una normativa che possa ridurre sensibilmente il fenomeno che alla lunga potrebbe causare grossi danni ad una delle principali aziende statali del nostro paese.

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Secondo gli ultimi dati a Milano l'evasione sarebbe al 42%, una cifra mostruosa. Anche a Roma le cose vanno molto male, basti pensare che li l'evasione è al 38%. Foggia, Bolzano, Caserta e Imperia i casi più clamorosi con un'evasione al 91%.