In questi anni, il codice della strada è stato riformato più volte. La riforma più consistente rimane quella introdotta dal Governo Berlusconi II, che prevedeva l'introduzione anche in Italia della cosiddetta patente a punti, mediante la quale il nostro Paese si è adeguato a molti altri Stati d'Europa. Negli oltre dieci anni che sono trascorsi da allora, non sono comunque mancate altre consistenti novità, tra cui una maggiore severità riguardo l'utilizzo di droga e alcol prima di mettersi al volante.

La nuova riforma del codice stradale

Anche il Governo Renzi è in procinto di varare una riforma del codice stradale. In questi giorni, sul web è già circolata una delle novità più importanti, ossia il fatto che guidare senza patente o con un documento scaduto, potrebbe non costituire più un reato penale, ma verrebbe punito con un'ammenda amministrativa piuttosto salata.

Ma in queste ore, sempre sul web, a cui non sfugge nulla, si sta paventando un'altra novità che sta già suscitando polemiche e dure reazioni: l'introduzione di una tassa anche sulle biciclette. Vediamo in cosa consisterebbe.

In arrivo una "bici tax"?

L'idea sarebbe del senatore del Partito democratico Marco Filippi, capogruppo in Commissione Lavori pubblici a Palazzo Madama. Come riporta "Libero", che a sua volta ha attinto la notizia da "il Giornale", nel suo emendamento alla riforma c'è la proposta di "Individuare criteri e modalità d'identificazione delle biciclette nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti attraverso un'idonea tariffa per i proprietari". Un passaggio che non ha lasciato indifferenti le associazioni dei ciclisti, finite già sul piede di guerra, oltre che sui pedali.

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A loro dire, infatti, ci sarà l'introduzione sia di una targa che di un bollo. La bicicletta diverrebbe così, a tutti gli effetti, un mezzo di locomozione privato al pari di automobili o scooter, con tanto di tasse al seguito.

Il chiarimento dell'onorevole Filippi

Il senatore Pd, Filippi, ha cercato subito di smorzare i toni, affermando sul proprio profilo Twitter che quella di una tassa sulle biciclette sia una notizia falsa. In effetti, la sua proposta sarebbe destinata a veicoli per il trasporto di merci o persone per attività commerciali. Dunque, la riforma toccherebbe ai mezzi destinati ad uso commerciale che verrebbero sottoposti al pagamento di un'imposta. Più precisamente, come riporta "Il Corriere della sera", il testo parla di "un’idonea tariffa (bollo, ndr) per i proprietari di due tipi di veicoli: motoslitte, biciclette e veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone". Ma a quanto pare, il chiarimento non è servito a calmare le acque, e l'accusa che viene ancora mossa è che la tassa riguarderebbe tutte le bici.

La riscoperta della bicicletta come mezzo di trasporto

Vedremo se la riforma toccherà anche le biciclette, mezzo di trasporto salutare sempre più in voga anche in Italia. Con tante città sempre più attente a realizzare piste ciclabili appannaggio dei propri cittadini, i quali stanno riscoprendo sempre più tale mezzo ''green'' alla luce dei costanti caro-benzina e caro-assicurazioni, senza dimenticare il continuo peggioramento della qualità del servizio di trasporto pubblico. Lo stesso Matteo Renzi, soprattutto all'inizio del suo mandato, si è spesso fatto riprendere in sella ad una bici.