Molti di quelli che hanno avuto a che fare con il 730 precompilato nel 2015, hanno ancora vivo il ricordo delle molteplici problematiche riscontrate. Nessuno a dimenticato i dati sulle detrazioni già inserite ed in molti casi sbagliate. Scadenze posticipate per via degli errori e 300mila dichiarazioni già inviate da rifare. Il fatto che il 2015 fosse l’anno dell’avvio sperimentale della novità, ne ha ammortizzato il contraccolpo a livello mediatico. Adesso però, iniziano a paventarsi problemi anche per quello di quest'anno.

Precompilato 2016, ancora più dati preinseriti

Migliorare il rapporto tra erario e contribuente, rendere più snelle le procedure ed agevolare il compito dei cittadini riducendone gli adempimenti. Questo è lo scopo che ha accompagnato il 730 in versione precompilata.

Dopo gli errori dello scorso anno, il 2016 doveva portare miglioramenti e correggere alcuni errori. L’entusiasmo con cui fu lanciato, che continua ad essere presente nei rappresentanti del Governo, hanno prodotto l’estensione della versione precompilata anche per il “cugino” del 730, vale a dire il #modello Unico PF che dal 2016 ne avrà una sua versione. Uno dei punti più importanti su cui ha lavorato il Fisco era la presenza delle spese mediche e sanitarie tra i dati preinseriti nel 730. Una grande cosa sicuramente, per molti cittadini, il non dover più conservare fatture, ricevute e scontrini per visite, analisi e acquisto dei farmaci. A dire il vero però, non tutto sta filando via liscio come l’olio.

Farmacisti e dottori, tra lamentele e proroghe

Il sistema Tessera Sanitaria era quello scelto e concepito per permettere ai dottori, dentisti, analisti e così via, per comunicare i dati delle fatture, spese e rimborsi di ogni singolo contribuente alla banca dati del Fisco, per permettere allo stesso di inserire i totali nel 730 che poi il contribuente trova nel suo cassetto fiscale.

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Stesso meccanismo per le farmacie e per la montagna di scontrini per l’acquisto dei farmaci che poi permettono al contribuente di poterli detrarre dalle tasse. Il segnale che non tutto sta andando per il verso giusto è già la proroga di 9 giorni concessa ai dottori per completare l’invio dei dati. In parole povere, un dentista che avrebbe dovuto trasmettere i dati entro il 31 gennaio, avrà tempo fino al 9 febbraio, escludendo una ulteriore proroga della proroga. Per le farmacie invece, il problema ha già assunto i connotati del flop. Infatti, la numero uno dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, ha già fatto sapere che tra Fisco e Farmacie ci sono stati degli intoppi. Infatti, a sentire la Orlandi, molti farmacisti hanno frainteso i termini temporali di invio dati e non hanno conservato parte degli scontrini o peggio ancora hanno cancellato le memorie delle loro banche dati. I Farmacisti, per nome delle associazioni di categoria però non confermano queste anomalie chiarendo che nessuno scontrino sarà perso.

Qualcosa non sta funzionando, è evidente ed il timore che si sta diffondendo è che tra ritardi nell’invio dei dati, proroghe concesse e problemi vari, rischiano di slittare i rimborsi eventualmente spettanti a milioni di cittadini. Anche se tutte le parti in causa richiamano alla fiducia ed a non cadere nell’allarmismo, il solo fatto che già si è pensato di confermare l’assenza delle sanzioni per chi trasmette i dati del 730 in ritardo (postilla inserita in Legge di Stabilità), sembra essere già un allarme. Se non è una ammissione di colpe questa, poco ci manca. #modello 730 #Dichiarazione dei redditi