Quest'anno sono cambiate le modalità di pagamento del Canone Rai 2016. I cambiamenti sono stati voluti in primis dal premier Matteo Renzi per sconfiggere la forte evasione fiscale, che da sempre grava sul Canone della tv pubblica in Italia. Il Canone Rai, così come previsto dalla Legge di Stabilità approvata in dicembre 2015, si pagherà a partire dal mese di luglio, per permettere alle aziende elettriche di poter adeguare le proprie fatture alla novità. Nei prossimi anni si comincerà a pagare in rate da 10 euro al mese fin dal mese di gennaio. Presupposto per il pagamento del Canone è il possesso di almeno un apparecchio televisivo. Questo vuol dire che chi possiede un pc, ma non un televisore, non pagherà questa tassa, purché ovviamente il proprio pc non sia dotato di sintonizzatore per la ricezione tv.

Per non pagare occorre un'autocertificazione

Se invece si usa internet per vedere i canali Rai sul proprio pc, notebook, tablet o smartphone, ma non si possiede alcuna tv, non si pagherà il Canone Rai 2016. L'importo quest'anno scende a 100 euro, si tratta dunque di uno sconto di 13 euro rispetto a quanto si pagava sino allo scorso anno. Qualora non si possieda alcun televisore occorrerà informare l'Agenzia delle Entrate mediante apposita auto certificazione. Molte polemiche stanno accompagnando questo importante cambiamento. In molti temono infatti che da esso possano derivare errori e confusione, non a caso i consumatori sono assaliti da dubbi e perplessità. Grande preoccupazione da parte dei rappresentanti delle aziende elettriche, che dovranno incrociare molte banche dati per stabilire chi deve pagare il Canone e chi no.

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Si temono ricorsi

Questo infatti si pagherà solo una volta per famiglia nell'abitazione principale. Gli over 75 con reddito inferiore gli 8 mila euro non dovranno pagare il Canone Rai 2016. Con questo provvedimento Mediobanca ritiene che lo Stato recupererà circa 420 milioni di euro dalla forte evasione fiscale, che lo scorso anno si aggirava intorno al 30%. Nel frattempo alcuni esperti di diritto temono che il provvedimento possa generare molti ricorsi da parte degli utenti italiani, come messo in evidenza dal settimanale 'Panorama', nell'ultimo numero in edicola.