Il Ministero dello Sviluppo Economico è al lavoro per la stesura del decreto attuativo che dovrebbe regolamentare la riforma del Canone Rai 2016 in bolletta: secondo quanto si apprende, la questione fondamentale resta la residenza. Il canone, insomma, sarà dovuto soltanto nei luoghi che sono adibiti a residenza (o dimora) e una sola volta per tutti coloro che sono compresi nel medesimo nucleo familiare. Questi chiarimenti, che sono giunti direttamente dal Mise, non convincono gli utenti, anche perché sembrano esservi ancora molti nodi da sciogliere.

Nel frattempo si conferma che, per quanto riguarda il 2016, il primo addebito del #Canone Rai sarà nella bolletta elettrica del mese di luglio (le rate restano dieci, ma nella prima vi saranno anche quelle già "formalmente" scadute) e si troverà all'interno di essa con una voce separata.

I nodi da sciogliere sul canone Rai 2016 in bolletta

Come abbiamo già sottolineato, la novità del canone Rai 2016 è che verrà strettamente legato alla residenza: il primo nodo da sciogliere da parte del Ministero è come farlo pagare anche a chi è inquilino di un immobile (dunque ha la residenza) ma non è intestatario della bolletta elettrica – il Mise sarebbe a lavoro su questo punto. Un'altra criticità è collegata alle cosiddette "seconde case": la legge sottolinea come il canone sia dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi che si trovano nella residenza (o dimora) e per tutti i soggetti che appartengono allo stesso nucleo familiare. Cosa succede, però, se una seconda casa viene intestata ad un figlio, ad esempio, e quest'ultimo sposta la sua residenza per motivi di agevolazioni fiscali? Si pagherà due volte per lo stesso nucleo familiare?

La situazione si complicherebbe ancor di più se il figlio dovesse anche intestarsi la fornitura elettrica.

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Su tutti questi punti, c'è ancora poca chiarezza. Il viceministro Zanetti, comunque, ha scongiurato un altro timore: chi dichiara di avere un apparecchio televisivo non sarà soggetto a controlli per gli anni precedenti.

Canone Rai: alcune conferme

Vi sono, comunque, alcune certezze relative al canone Rai 2016. Innanzitutto, si potrà dichiarare di non possedere alcun apparecchio atto alla ricezione di trasmissioni televisive (anche computer, si intende) e dovrà essere l'Agenzia delle Entrate a disporre le modalità attraverso le quali si potrà presentare questa dichiarazione (resta, comunque, la responsabilità penale qualora venga dichiarato il falso). Infine, è confermata l'ipotesi per cui, qualora vi dovessero essere introiti maggiori nel periodo 2016-2018 grazie all'inserimento in bolletta, la soglia di esenzione dal pagamento salirebbe a 8mila euro per tutti coloro che hanno un'età non inferiore ai 75 anni. Per aggiornamenti in materia fiscale e sul canone Rai, potete cliccare su "Segui", in alto sopra l'articolo.