Si tratta di vere e proprie nuove scadenze quelle che la normativa italiana sulle imposte sugli immobili, prevedono per i casi in cui non si siano effettuati i versamenti o in caso di errori nel pagamento. Infatti, fin dal giorno successivo della scadenza dei pagamenti, fissati il 16 giugno, al contribuente viene data facoltà di utilizzare il ravvedimento operoso che permette di pagare le imposte dovute con piccole sanzioni. Ecco quindi tutto quello che bisogna sapere e che possibilità offre la normativa vigente.

Più si aspetta, più si paga

La sanzione prevista per erroneo versamento o per ritardato versamento, può arrivare anche al 30% dell’imposta.

Cosa significa tutto ciò? Se un contribuente, per esempio, non ha pagato le 1.000 euro di imu dovute, potrebbe doverne dare 1.300. Non ci riferiamo solo a casi di dimenticanza di un contribuente, ma anche a differenti interpretazioni delle novità del 2016 che potrebbero aver indotto all’errore il contribuente. Nuove esenzioni, comodato d’uso gratuito, cancellazione della Tasi e dell’IMU agricola, hanno creato un po’ di confusione sul chi era o non era soggetto al pagamento di balzelli. Immaginando che molti italiani siano incorsi in errore, bisogna essere in grado di correggersi da soli, perché il salasso di cui parlavamo prima, col 30% di sanzione da versare insieme alle imposte, scatterebbe solo se è il fisco ad avviare l’accertamento.

Ecco perché anticipare la stangata potrebbe essere una soluzione low cost.

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Le norme infatti prevedono che se è il contribuente spontaneamente a pagare per l’errore, potrà beneficiare del ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte e di molto. In questo caso prima si paga meglio è perché pagare entro il primo luglio (entro 15 giorni dopo) fa scattare una sanzione pari allo 0,1% ogni giorno di ritardo, rispetto all’1% che caricherebbe il comune se facesse partire i controlli. Nei successivi 15 giorni, cioè entro il 16 luglio la sanzione sale allo 0,15% e via via a salire fino al pagamento entro il 31 dicembre 2016 che prevede una sanzione del 3,75%.

Cosa bisogna fare?

Sul web esistono numerosi programmi per calcolare da soli quanto pagare di IMU e Tasi e che permettono di compilare, scaricare e stampare il modello F24 di pagamento. Gli stessi programmi, consentono anche di applicare il ravvedimento operoso che in base al giorno in cui si sceglie di stampare il modulo di pagamento, aggiungerà quanto dovuto in più a titolo di sanzione. Ripetiamo che questo del ravvedimento operoso deve essere fatto in autotutela, perché se è il fisco ad accorgersi degli errori e ad avviare i controlli, verranno caricate sanzioni dell’1% per ogni giorno di ritardo fino al 14° giorno.

Dal 15° al 90° invece si pagherà un surplus fisso del 15% mentre successivamente sanzione fissa del 30%. Il DL 158 del 2016, quello di riforma delle sanzioni tributarie ha di fatto agevolato le autodenunce, cioè ha previsto riduzioni di sanzioni per chi si avverte da solo delle dimenticanze o degli errori commessi.

Sempre richiamando l’esempio del contribuente che avrebbe dovuto pagare 1.000 euro di IMU, senza ravvedimento operoso, pagando entro il 1° luglio avrebbe dovuto versare 1.150 euro circa comprese le sanzioni. Con la riduzione a 1/10 consentita tramite ravvedimento, dovrà versare 1.015 euro e lo stesso risparmio si avrà per versamenti ancora più tardivi, che si riducono sempre alla decima parte di quanto si dovrebbe se fosse il proprio comune a chiedere la regolarizzazione del pagamento.