Sono molte le persone che tentano un ricorso per procedimenti illegittimi emessi da #Equitalia, ma non sempre è facile ottenere un risarcimento. Spesso gli errori sono dovuti alla società di riscossione stessa che avvia procedure ed esige pagamenti, anche di crediti ormai prescritti da anni, come ha evidenziato, anche recentemente, l'associazione Deciba, che da alcuni mesi ha lanciato un dipartimento specializzato sulle pratiche Equitalia, riscontrando anomalie in moltissime cartelle esattoriali che frequentemente risultano in evidente disaccordo con le norme di legge.

Pignoramenti ed ipoteche illegittime

Pignoramenti, ipoteche illegittime e fermi d'auto illeciti da parte di Equitalia, pur causando incomodità, ansie o fastidi al contribuente, non danno diritto, secondo una recente sentenza emessa dalla Cassazione, ad ottenere un indennizzo.

Però esistono un paio di casi nei quali, secondo il provvedimento appena emanato, sarebbe possibile ottenere un risarcimento

Danno grave subito per procedimento illecito

Una delle possibilità per riuscire ad ottenere un risarcimento da parte della società pubblica, richiesto per un suo comportamento illegittimo, è quella di dimostrare di aver sofferto un danno grave. Bisognerà quindi sottoporre al giudice insieme all'atto di ricorso, l'ammontare effettivo delle conseguenze subite, come per esempio dalla perdita di un posto di lavoro o di introiti derivanti dalla propria occupazione dovuti ad un fermo d'auto illegittimo; dalla mancata vendita di un immobile a causa di un'ipoteca, o ancora dal possibile pignoramento di un conto corrente che ha portato un'impresa al fallimento. In questi casi, i legali possono intervenire per chiedere un risarcimento.

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Responsabilità processuale aggravata

Nel caso in cui Equitalia dovesse avviare nei confronti di un contribuente un'esecuzione forzata, come per esempio un pignoramento o un'ipoteca, senza effettuare i dovuti controlli e proseguendo comunque nell'azione anche quando gli sono stati segnalati degli errori, è possibile dimostrare al giudice la malafede o le prove di colpa grave da parte dell'ente pubblico. Prima di intraprendere un'azione legale di questo tipo, oltre a richiedere una mediazione è consigliato presentare un ricorso in autotutela all'Agente di riscossione, nel quale vengano specificate le motivazioni per cui l'atto sarebbe illegittimo e nel caso in cui Equitalia non dovesse tenerlo in considerazione, sarà soggetta alla sanzione processuale. Oppure è possibile rivolgersi ad associazioni come Deciba, che si occupano della verifica delle cartelle e delle eventuali contestazioni.

Cartelle pazze: secondo Deciba l'85% delle cartelle contengono anomalie

In un recente comunicato stampa, l'Associazione Deciba ha reso noto che il loro dipartimento specializzato sulle cartelle esattoriali, Dicie.it, ha analizzato 10.200 cartelle esattoriali, riscontrando anomalie in 8.700 di queste.

Una percentuale pari all'85%, che ha spinto l'Associazione a chiedere che sia istituita una Commissione parlamentare d'inchiesta.