Per i lavoratori dipendenti, ma non solo, si è da qualche mese aperta la campagna della #Dichiarazione dei redditi tramite Modello 730. Non tutti sono obbligati a presentare questa dichiarazione, ma è opportuno farlo quando si abbiano spese da poter portare in detrazione. Per coloro che posseggono più CU invece è obbligatorio.

Il calendario fiscale dopo la proroga

  • 16 giugno: scadenza IRPEF, addizionale comunale e regionale, IRAP, per coloro che presentano il Mod. Unico, ma non soggetti a studi di settore; in tale data scade il pagamento dell'IMU e della Tasi;
  • 6 luglio: scadenza versamenti del modello Unico (Soggetti a studi di settore). Questa scadenza vale per il pagamento di IRPEF, IRES e IRAP.
  • 7 luglio: scadenza per consegnare al CAF o al professionista abilitato il 730, precompilato o ordinario, nonché per  sostituti d'imposta che prestano l'assistenza fiscale per il Mod.730.
  • 22 luglio:i contribuenti che presentano autonomamente il modello 730 indipendentemente se ordinario o precompilato e per gli intermediari abilitati che, però, entro il 7 luglio devono trasmettere almeno l'80% dei Modelli 730.
  • 22 agosto: versamento delle imposte da modello Unico con una maggiorazione dello 0,4%.

Per i ritardatari, le spese del 730/2016

Le principali spese sono: #Governo #Detrazioni fiscali

  • Le spese sanitarie sono solo le più note tra le spese che si possono detrarre in sede di dichiarazione dei redditi. L'importante è che sulle fatture e scontrini sia riportata il CF e la data (2015), inoltre i dispositivi medici dovranno avere la marcatura CE che deve risultare o dalla scatola o direttamente dalla documentazione. La franchigia è ferma a 129€. 
  • La novità ragguardevole è da ricercare nelle spese d'istruzione e più nello specifico nella possibilità di detrarre fino a 400 euro per figlio: di queste spese fanno parte anche le spese per la mensa scolastica, servizio molto utilizzato dalle famiglie, ma anche molto gravoso. La mensa scolastica dunque potrà essere detratta nei limiti di 400 €/bambino al 19%, bisognerà però fare attenzione alla data di pagamento riportata sul bollettino e se pagata in contanti chiedere all'ente che eroga il servizio una certificazione delle somme versate per il servizio di mensa. Non sono ricompresi nella categoria delle spese d'istruzione le spese per i libri scolastici.