#Equitalia è senza dubbio l'ente più odiato dai contribuenti. Non tanto perché è incaricato dal governo di riscuotere quanto dovuto, il che è giusto, ma per i modi con i quali esercita questo potere. Suicidi, vessazioni, cartelle pazze, atti illegali, non bastano a mettere in ginocchio chi si è trovato in difficoltà con le onerose tasse e i tributi richiesti ogni anno; gli scandali sui favoritismi o addirittura sugli atti illeciti commessi da chi gestisce questo ente importante e delicato proprio non sono tollerati. I politici lo sanno bene, ed è per questo pare che tutti promettono di dare battaglia ad Equitalia. Ma, all'indomani delle nuove disposizioni sulle notifiche via Pec Equitalia, come si traducono queste affermazioni nella realtà?

Renzi promette di chiudere Equitalia, ma intanto si riprende gli 80 euro

All'interno del programma "Matteo risponde" in cui Renzi annuncia sui social le intenzioni del governo, il presidente del Consiglio ha dichiarato di voler abolire Equitalia entro il 2018.

Il professor Borghi Aquilini, responsabile economia Lega Nord, intervistato dal quotidiano online "Economia e Finanza", fa notare come tanti altri giornalisti, l'assenza di un programma dietro questa proposta. Come verrebbe cioè attuata l'abolizione? Prevede l'introduzione di una nuova forma di riscossione (magari anche peggiore) e con quali risorse sarà finanziata? Il punto è che i proclami non piacciono più a nessuno, tanto più dopo la richiesta di questo governo di restituire in un'unica soluzione gli 80 euro tanto sbandierati. Nel programma con cui il Pd ha vinto le primarie infatti non c'era questa proposta, che pare quasi rispondere ad hoc alle insoddisfazioni dei cittadini.

Il programma M5S per l'abolizione di Equitalia

Diversa è la situazione del Movimento 5 Stelle che invece ha già da tempo presentato un programma in tal senso.

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L'idea si concentra sul passaggio delle competenze di riscossione da Equitalia all'#agenzia delle entrate. La cosa in effetti è già in sperimentazione in 5 comuni gestiti dai "grillini". Troppi errori vengono commessi in fase di riscossione del debito, errori che in alcuni estremi casi portano anche a sucidi e gesti di violenza. Le segnalazioni parlano di ben un terzo di cartelle non dovute. Ancora, il Movimento chiede l'eliminazione delle cartelle esattoriali per piccoli debiti, che con i vari passaggi si duplicano o triplicano. Meno interessi e più tempi per l'autotutela sono gli ulteriori punti del dettagliato programma.  

L'accusa di concorso in abuso di ufficio per la sorella di Alemanno è la goccia che fa traboccare il vaso

L'ultima notizia proposta da "Il Fatto Quotidiano" non fa altro che gonfiare la già alta ondata di rabbia di chi, vessato da Equitalia, assiste a scene di ordinaria corruzione da parte di chi dovrebbe tutelare i cittadini stessi. Il quotidiano ripota infatti la notizia dell'accusa a Gabriella Alemanno, sorella dell'ex sindaco romano Gianni, di concorso in abuso di ufficio per aver evitato un pignoramento a carico di una dirigente Atac.

Secondo l'indagine della Procura di Roma, Cynthia Orlandi, dirigente Atac, avrebbe avuto grazie all'amicizia con l'Alemanno, vicedirettore Equitalia, la garanzia di un intervento sulla sua situazione debitoria. In sostanza la Orlandi chiese all'Alemanno di intervenire per evitare che l'Atac le pignorasse gli stipendi, il tutto per circa 67mila euro. Detto, fatto. Con buona pace di chi, per quei debiti, ancora si ammazza e crede alle promesse dei politici.

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