Gli "studi di settore", il controverso sistema per stabilire il reddito minimo che il fisco si aspetta da professionisti e imprese che in questi anni ha disturbato il sonno a milioni di italiani sta per essere mandato in pensione. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze annuncia che saranno rimpiazzati con gradualità dai cosiddetti «indicatori di compliance», studiati per valutare quanto un contribuente risulta affidabile agli occhi del fisco. In base al punteggio maturato potranno esserci dei vantaggi - che si tradurranno in minori controlli ed una corsia preferenziale per ottenere eventuali rimborsi fiscali - oppure al contrario se l'indice sarà basso il contribuente sarà maggiormente sottoposto ad accertamenti più approfonditi.

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Come funzioneranno i nuovi strumenti

I nuovi indicatori di affidabilità di un contribuente varieranno in funzione dell'attività economica svolta e saranno stabiliti sulla base di parametri statistici ed economici, prendendo in considerazione alcuni elementi come i cosiddetti "indicatori di normalità economica", impiegati fino ad oggi per fare la stima dei ricavi di ciascun contribuente in base all'attività svolta.

Il nuovo strumento non si limiterà alla stima dei soli utili, come gli attuali studi di settore, bensì saranno stimati anche il reddito d'impresa ed il cosiddetto "valore aggiunto" della stessa. Le stime saranno elaborate tenendo in considerazione un numero maggiore di parametri e informazioni, e questo dovrebbe migliorare l'attendibilità delle stime.

Maggiore trasparenza verso i contribuenti

Sarà un onere dell'agenzia delle Entrate quello di comunicare ad ogni cittadino-contribuente l'indice di affidabilità maturato, illustrando e specificando come questo è stato ricavato e quali dati non risultano congrui. Questo secondo gli ideatori del sistema dovrebbe spingere i cittadini ad attivarsi per rispettare tali parametri, inoltre sarà possibile dialogare con gli addetti del fisco per capire come è possibile migliorare il proprio indice di affidabilità.

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