Il pagamento di un debito in corso di processo può determinare l'estinzione di tutti i reati? A rispondere a tale domanda è stata la Corte di cassazione con la sentenza n. 40314, depositata il 28 settembre che ha fornito un interessante precisazione rifacendosi anche al principio di uguaglianza e al divieto di trattamenti diversi per situazioni uguali.

Il principio di diritto enunciato dispone infatti che in quei processi per reati tributari commessi prima del 22.10.2015, il pagamento totale del debito tributario determina l’estinzione del reato. Deve però sussistere una condizione per fruire delle nuova causa di non punibilità prevista dal Dlgs 158/2015: ovvero che il pagamento integrale dell’imposta ( comprensiva delle cauzioni e degli interessi) avvenga prima dell’apertura del dibattimento e fino a quando la sentenza non sia divenuta definitiva anche con una conciliazione o un ravvedimento operoso.

L’ambito oggettivo di applicazione della norma riguarda i reati di omesso versamento dell’#Iva, indebite compensazioni e di omesso versamento delle ritenute

Il caso da cui trae origine la sentenza

Protagonista del caso da cui trae origine tale decisone è stato un contribuente, che come legale rappresentante di una S.r.l., veniva imputato, in un procedimento penale, per il reato di omesso versamento dell’IVA per un importo di circa 400mila euro. Dopo essere stato condannato in appello ha deciso di ricorrere in Cassazione

I giudici dell’appello hanno ritenuto irrilevante la difesa da lui adotta, ovvero lo stato di liquidità in cui versava la sua società, non potendogli dunque essere  riconosciuta l’attenuante di cui all’art. 62, n. 6, codice penale, benché c’era un piano di pagamento rateizzato, trattandosi di un adempimento in realtà ancora parziale.

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Nelle more del giudizio di fronte ai giudici di legittimità egli aveva completato il pagamento rateale dell’Iva non versata a suo tempo.

Le motivazioni: effetti ai fini penali del pagamento del debito

Gli Ermellini nell’accogliere il suo ricorso, sono partiti dal presupposto che prima del dibattimento di 1^ grado, se c’è una rateizzazione in corso, si deve concedere un termine di 3 mesi per il pagamento dell’importo residuo, oltre che una proroga di altri 3 mesi.

I giudici della Cassazione a tal proposito hanno ricordato che ante riforma invece, il pagamento integrale del debito tributario, costituiva solo una causa attenuante della pena (ridotta fino a un terzo). La Suprema Corte ora attraverso l'interpretazione letterale del Dlgs 158/2015 sottolinea che benché il limite di rilevanza della causa estintiva coincide con l’apertura del dibattimento, la nuova fattispecie ha una maggiore efficacia implicando dunque l’estensione degli effetti della causa di non punibilità anche laddove venga oltrepassata la preclusione del procedimento Ne discende che in tali casi il pagamento può ben essere estinto anche dopo l’apertura del dibattimento, ma prima del giudicato, entrando quindi in azione la non punibilità. Per altre info di diritto potete premere il tasto segui accanto al mio nome.  #causa di non punibilità #magistratura