L’agenzia delle entrate quest’anno ha inviato ad alcuni contribuenti Italiani 60 mila lettere  o avvisi bonari relative ad inesattezze ed incongruenze sui canoni di locazione parzialmente o totalmente non dichiarati nelle dichiarazioni dei redditi. Altre 156 mila lettere sono invece destinate a tutti i cittadini che alla data del 16 ottobre 2016, non hanno fatto pervenire la dichiarazione dei redditi 2015, pur risultando titolari di CU, Certificazioni uniche provenienti da sostituti d’imposta. Vediamo quindi che cosa fare se si riceve la lettera tramite PEC o raccomanda semplice, anche nel caso in cui negli avvisi ci sia un errore.

Avvisi bonari redditi da locazione: tutto ciò che c’’è da sapere

Ricordiamo innanzitutto che i redditi oggetto delle lettere sono quelli del 2012 (presentati nella dichiarazione del 2013) derivanti dalla locazione di immobili.

L’Agenzia quindi, dopo aver contestato una discordanza tra il reddito effettivo e il reddito dichiarato, invita il contribuente  a provvedere ad una rivalutazione dei redditi.

C’è da dire che tali anomalie riscontrate sono disponibili nel proprio cassetto fiscale alla sezione “L’agenzia scrive”.  Il contribuente quindi ha due possibilità:

  • 1) in caso dovesse rilevare un errore da parte del fisco egli deve contattare i numeri 06.96668907, da cellulare, 848.800.444 da fisso, inviando successivamente una raccomandata o una PEC  dove segnala l’errore. Occorre quindi allegare le ragioni per le quali l’avviso bonario ricevuto non è corretto, allegando tutte la documentazione a corredo delle proprie ragioni. Se la contestazione dell’avviso è avvenuta telefonicamente e la pratica venisse chiusa positivamente, è meglio annotare per iscritto il numero dell’operatore con cui si è parlato insieme a giorno e ora in cui è stata effettuata la chiamata.
  • 2) Nel caso in cui l’Agenzia delle Entarte avesse ragione, è possibile avvalersi del ravvedimento operoso per riparare all’errore. Esso consiste in una dichiarazione integrativa, pagando una sanzione che è pari al 15%(1/6 del minimo previsto per legge) se il reddito di locazione rientra nell’IRPEF.  Se si è optato per la cedolare secca allora la sanzione da ravvedimento è il 30% della maggiore imposta dovuta. Per l’omessa dichiarazione invece la sanzione dell’imposta sarà pari al 40% della maggiore imposta dovuta.Tale dichiarazione integrativa può essere presentata tramite modello Unico PF entro il prossimo 29 dicembre.

156 mila lettere: i destinatari coloro che non hanno presentato dichiarazione 

Anche per chi ha ricevuto la lettera di compliance per non aver presento la dichiarazione dell’anno d’imposta 2015,  è aperta la possibilità di rimediare a tale distrazione presentando entro il 29 dicembre il modello Unico PF.

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Questo permette di beneficiare di una significativa riduzione delle sanzioni dovute per la tardiva dichiarazione, in alcuni casi anche più vantaggiosa rispetto alla cosiddetta ‘Definizione agevolata’ delle cartelle di Equitalia introdotta con il decreto fiscale n.193/2016, che prevede appunto che il numero di rate per dilazionare il pagamento sarà di 36 e non più fino a 120 com'era in precedenza.

Ricordiamo infatti che chi voglia aderire a tale sanatoria entro il 23 gennaio deve presentare in un'istanza ad Equitalia le cartelle relative ad imposte; tributi locali (anche ICI, rifiuti, IMU,), Iva (ma non se riscossa all’importazione). I contributi previdenziali, assistenziali e le multe saranno ridotte. È infatti prevista una cancellazione delle sanzioni e degli interessi maturati. Ci sarà quindi solo l’aggio di riscossione. Un'altra nota dolente della sanatoria riguarda però il mancato o tardivo pagamento anche di una sola delle 4 rate in cui il pagamento è  dilazionato (con gli interessi del 4,5%), produce la decadenza immediata dalla sanatoria.

Con la conseguenza che si viene esclusi da una nuova rateazione.