La prassi che si ripete annualmente, vuole che con la busta paga del mese di luglio, generalmente, i lavoratori ricevano gli eventuali rimborsi #Irpef derivanti dalle loro dichiarazioni dei redditi. Per molti di loro però, questo non è accaduto e forse non accadrà per coloro che non hanno ancora percepito lo stipendio relativo proprio al mese dedicato ai rimborsi fiscali. L’#agenzia delle entrate, richiamando una vecchia sua circolare, la 42/E del 2011, ha fornito delucidazioni in merito ad alcune domande dei contribuenti. Il tutto per fugare gli allarmismi che colgono i lavoratori quando vedono l’assenza dei rimborsi sulle loro buste paga. Come ribadito dalle Entrate, le motivazioni per questo tipo di ritardo sono diverse da caso a caso e quindi hanno motivazioni variabili.

I Centri di Assistenza Fiscale ed i professionisti

La stagione delle dichiarazioni dei redditi inizia come di consueto con il modello #730, quello più utilizzato dai lavoratori dipendenti, sia pubblici che statali, proprio perché più snello nel completare le operazioni di rimborso e conguaglio. Il tutto si risolve in busta paga, quindi con lo stipendio, sia che il lavoratore vada a credito Irpef che a debito. Tra scadenze e ripetute proroghe concesse su richiesta dei Caf, la stagione del 730 si chiude proprio alla fine del mese di luglio, cioè in prossimità della data in cui i datori di lavoro ed i loro consulenti, emettono busta paga ed erogano lo stipendio. Il tempo troppo ristretto è una delle cause del ritardo nell’erogazione degli eventuali rimborsi.

In pratica, la prima causa potrebbe essere (sempre che non ci siano problemi diversi sulla dichiarazione reddituale) il tardato invio della dichiarazione da parte dei Centri di Assistenza o degli altri professionisti abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni.

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Infatti, il Caf quando completa l’operazione e procede con l’invio all’Agenzia delle Entrate delle singole dichiarazioni, invia il modello riepilogativo, cioè il 730/4 al datore di lavoro. Sarà con questo modello e con quello che è riportato in esso, che il datore effettuerà i rimborsi. Evidente che arrivando fuori tempo massimo il 730/4 al datore di lavoro, i rimborsi slitteranno probabilmente ad agosto.

Altri problemi

Se il ritardo dovuto al lavoro dei Caf si tramuta solo in un rimborso posticipato, diverso il caso che il ritardo sia causato dall’Agenzia delle Entrate stessa. Dal 2017 infatti l’Agenzia si è accaparrata il diritto di predisporre controlli immediati sulle dichiarazioni dei redditi pervenute. Nel caso in cui il 730 sia andato a controllo, i rimborsi slitteranno a data da destinarsi, cioè quando il Fisco ha terminato le operazioni di analisi. Lo stesso vale per dichiarazioni che presentano rimborsi per il contribuente superiori ai 4.000 euro. Lo stesso può accadere quando il saldo a favore del contribuente come rimborso da erogare sia superiore di molto a quello previsto dal Fisco con il 730 precompilato.

Per coloro che non avevano sostituto di imposta perché disoccupati, oppure che hanno scelto liberamente di farsi rimborsare dal Fisco, barrando la casella di assenza sostituto di imposta, i rimborsi arriveranno entro dicembre.

In questi casi è necessario recarsi all’Agenzia delle Entrate competente territorialmente, per consegnare il modello in cui si indica il codice Iban del proprio conto corrente dove il Fisco caricherà i rimborsi. Il modello è scaricabile dal sito ufficiale delle Entrate o reperibile presso gli sportelli dislocati sul territorio. In linea di massima, per i soggetti che non si sono visti rimborsare i soldi, andando nell’area personale dedicata ad ogni singolo contribuente dal sito delle entrate, potrà controllare lo stato della propria dichiarazione. Nel caso in cui esca la dicitura “elaborata”, vuole dire che la dichiarazione è confermata e che non ci sono problemi che potrebbero negare i rimborsi. In caso contrario, bisognerà recarsi all’Agenzia o al Caf a verificare il problema.