L'O.C.S.E. (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ogni anno redige un rapporto riepilogativo sulle "Entrate da tassazione", ovvero sulla pressione fiscale presente in 35 Paesi del Mondo, e stila una classifica in cui, anche quest'anno, l'Italia è al sesto posto. Sì, ma per la maggiore pressione fiscale [VIDEO].

In Italia, si utilizza impropriamente l'espressione "pressione fiscale" per indicare il rapporto tra gettito fiscale e Pil. Tale rapporto indica la percentuale di Pil raccolta dallo Stato mediante l'imposizione fiscale, al fine di fronteggiare la spesa pubblica e altri obiettivi macroeconomici.

Il gettito fiscale complessivo include le imposte dirette, le imposte indirette, i contributi sociali e una lunga serie di tasse. Il Pil, invece, è calcolato mediante metodologie standard.

I Paesi sul podio

Il primo posto nella classifica dell'O.C.S.E. se lo è aggiudicato la Danimarca, con un carico fiscale pari al 45,9% del Pil, seguita dalla Francia con il 45,3%, dal Belgio con il 44,2%, dalla Finlandia e dalla Svezia entrambe con il 44,1%. La "virtuosa" Germania, invece, si è al dodicesimo posto su 35 Paesi, con una tassazione pari al 37,6%. I Paesi d'oltreoceano, avendo un erario meno vorace, si sono posizionati in fondo alla classifica, dove gli Stati Uniti hanno registrato un carico fiscale pari al 26%, mentre il Messico ha presentato la percentuale più bassa in assoluto, ovvero il 17,6% del Pil.

Seppur diminuita rispetto al 2016, passando dal 43,3% al 42,9% del Pil, la pressione fiscale nel nostro Paese resta comunque molto alta.

Incidenza sulla pressione fiscale

La maggiore incidenza sul carico fiscale italiano è data:

  • dalle tasse sui redditi, che toccano il 26% contro il 24,4% della media O.C.S.E.;
  • dai contributi sociali, che pesano per il 30,1% contro il 25,8% della media O.C.S.E.;
  • dalle tasse sulle proprietà immobiliari, che incidono per il 6,5% contro il 5,8% della media O.C.S.E.;
  • dalle imposte indirette, ovvero l'imposta sul valore aggiunto e altre imposte sui consumi, che gravano rispettivamente per il 14,2% e 131% contro il 20% e il 12,4% della media O.C.S.E.

Un po' di sollievo viene data dalla pressione fiscale sui redditi delle società, che incidono solo per il 4,7% contro il 8,9% della media O.C.S.E. A livello Europeo, l'Italia si è posizionata al secondo posto per aumento della pressione fiscale rispetto al Pil. Dal 2005 al 2015, in Europa il Paese che ha registrato l'aumento più significativo è stato la Grecia, con un rialzo di 4,5 punti percentuali, sotto il peso dell'Austerity imposta dal piano di salvataggio dell'Unione Europea.