Non solo abitazioni, con la crisi economica che ha colpito in maniera devastante il nostro Paese anche molti negozi sono sfitti. Non solo appartamenti, ma anche le case di campagna spesso rimangono vuote e per mantenerle ci vogliono spesso più soldi rispetto a una casa in città. Così molti proprietari si ritrovano con almeno una o più case vuote che gravano sul bilancio familiare, specialmente in tasse.

I suggerimenti del Sole24 ore

Eventuali negozi, case di campagna o appartamenti non redditizzi, ovvero sfitti, possono essere dati in eredità, regalati a parenti o addirittura allo Stato. Ovviamente questo è un caso limite, ma capita più spesso di quanto si può pensare: ad esempio quando le tasse sono così alte che tenerlo fa impoverire piuttosto che arricchire.

Le alternative comunque ci sono, anche se non molte, e la più gettonata è far ridurre il fabbricato a un rudere ovvero inserirlo nella categoria F2 del catasto, così non ci si pagano le imposte. Il problema immobiliare è sorto principalmente a partire dal 2012 quando investire sul mattone è diventato più rischioso a causa dell'aumento delle tasse. Così da quel momento, nella migliore delle ipotesi, i rendimenti si sono abbassati e nella peggiore l'immobile diventa un incubo. Non solo lo Stato, con i suoi balzelli, perseguita il proprietario ma anche la manutenzione costa e senza una rendita da affitto si tirano fuori di tasca propria a fondo perduto. In questo modo dal 2011 gli immobili accatastati come ruderi sono aumentati ben del 70%, ma a volte non basta neppure quello; alcuni proprietari hanno addirittura demolito il fabbricato per non pagarci le imposte, un commerciante di Belluno ha invece regalato i suoi tre negozi al Comune pur di non pagare più.

Le attività commerciali sono in crisi assoluta, il prelievo fiscale è arrivato a superare ill 70% se si contano l'imu, la TASI e altre addizionali regionali.

Sempre più saracinesche abbassate

Lo Stato tartassa i cittadini ma le istituzioni locali non sono da meno. A Treviso ad esempio è stata recentemente introdotta una nuova multa: tutti i proprietari di negozi non affittati che non cureranno la vetrina saranno sanzionati di 200 Euro. Tasse sempre nuove che nascono per redistribuire ricchezza ma che a conti fatti non fanno altro che colpire chi ha meno, e sempre meno. Qualcuno si ribella, ma la voce di protesta sembra non essere ascoltata e intanto si continua a pagare.