Con la legge 4 dicembre 2017, numero 172, si è definitivamente detto stop alla fatturazione ogni 28 giorni [VIDEO], in favore del ritorno alla fatturazione mensile. Infatti il 14 novembre scorso la Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento che prevede il ritorno alla fatturazione su base mensile o di multipli del mese per imprese telefoniche, reti televisive e servizi di comunicazioni elettroniche.

Le società dovranno infatti adeguarsi alla cadenza mensile entro 120 giorni, ovvero entro il 4 aprile di quest'anno; se non lo faranno, dovranno rimborsare ai propri clienti una somma forfettaria pari a 50 euro [VIDEO].

Una prima questione riguarda gli operatori telefonici

Attraverso la fatturazione a 28 giorni gli operatori telefonici hanno ottenuto maggiori incassi, pari all’8,6% in più all’anno. Nonostante la legge sia entrata in vigore e si prospetti che le società la rispetteranno entro i primi giorni di aprile, la perplessità di molti consumatori riguarda il fatto che gli operatori potrebbero incrementare dell’8,6% i loro tariffari, riuscendo ad ottenere ugualmente un guadagno pari a quello ottenuto con la fatturazione a 28 giorni.

Peraltro, provvedimenti nei confronti delle compagnie telefoniche erano già stati presi lo scorso anno. L’Autorità per la garanzia delle comunicazioni (AGCOM), con una delibera risalente al 24 marzo dello scorso anno, aveva concesso 90 giorni (ovvero fino al 23 marzo) alle società di telefonia fissa Vodafone, Tim, Wind-Tre e Fastweb per passare dalla fatturazione ogni quattro settimane a quella mensile.

Non essendosi conformati alla delibera, i quattro operatori sono stati sanzionati dall’AGCOM per il massimo importo consentito dalla legge, pari a 1.6 milioni a società, obbligandole a rimborsare gli utenti per gli importi in più fatti pagare dal 23 giugno, aggiungendo che ''nella prima fattura emessa con cadenza mensile, l’operatore è tenuto a comunicare che lo storno è avvenuto''.

Nel frattempo la legge ha esteso l'obbligo di fatturazione mensile a tutti gli operatori telefonici (quindi anche a quelli che forniscono servizi di telefonia mobile) e per i servizi di pay tv.

I servizi di pay tv

A partire dal 1 ottobre 2017, anche Sky Italia si è conformata alla tendenza di fatturare ogni 28 giorni, esattamente come le 4 compagnie telefoniche. Ma c’è di più: a detta dei consumatori, Sky avrebbe anche attuato pratiche volte a rendere più difficoltosa la procedura di recesso per quei consumatori che, alla luce di questo cambiamento, hanno deciso di sciogliersi dal vincolo contrattuale. Così, in data 20 ottobre, l'AGCOM ha deciso di diffidare Sky Italia in relazione alla decisione di fatturare ogni 4 settimane, richiedendo una più approfondita informativa agli utenti, anche sull'esercizio del diritto di recesso.

Molte organizzazioni dei consumatori si stanno già organizzando allo scopo di raccogliere pre-adesioni per eventuali class-action per ottenere #rimborsi di quanto ingiustamente versato dai consumatori. #fattureogni28giorni #Bollette