La pausa estiva si è conclusa e l'attività dell'amministrazione finanziaria, come anche quella di molti studi professionali, ha ripreso normalmente. Tanto è vero che, a partire da oggi 5 settembre, torneranno ad essere recapitati ai contribuenti interessati le cosiddette comunicazioni di irregolarità fiscale. Si tratta di un ulteriore strumento di compliance messo in campo dall'Agenzia delle Entrate per evitare l'accumularsi del contenzioso tributario.

Infatti, chi dovesse ricevere questi avvisi bonari da parte della Pubblica Amministrazione finanziaria avrà a disposizione dai 30 ai 60 giorni per poter saldare il proprio debito con il Fisco pagando solamente delle sanzioni ridotte.

Quali atti riguardano gli avvisi dell'AdE

Da oggi, in base alla normativa in vigore nel nostro ordinamento fiscale, cominceranno ad essere inviate, o per e-mail o posta tradizionale, le comunicazioni di irregolarità fiscale relativamente a tre tipologie differenti di atti.

In primo luogo, verranno inviate le comunicazioni di irregolarità relative ai controlli automatizzati effettuati dall'amministrazione finanziaria e regolati dall'articolo 36 bis del DPR 600/1973 e dall'articolo 54 bis del DPR 633/1972. La prima norma disciplina i controlli automatizzati da parte dell'Agenzia delle Entrate per quanto riguarda la liquidazione delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alle dichiarazioni.

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Se dovessero essere riscontrate delle differenze rispetto a quanto riportato dalla dichiarazione dei redditi del contribuente, allora l'Agenzia delle Entrate provvederà ad inviare la relativa comunicazione per invitare il contribuente stesso a sanare l'irregolarità.Da parte sua il contribuente, ma anche il sostituto d'imposta può inviare all'Agenzia delle Entrate i necessari chiarimenti nel caso riscontri che dei dati non sono stati valutati o lo sono stati in maniera erronea.

Questo entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione a mente del comma 3 dell'articolo 36 bis.

L'articolo 54 bis del DPR 633/1972 in maniera speculare detta le medesime disposizioni della precedente disposizione solamente in riferimento alla liquidazione dell'imposta sul valore aggiunto da parte di commercianti e professionisti.

In secondo luogo, l'Agenzia delle Entrate procede ad effettuare i controlli formali di cui all'articolo 36 ter del DPR 600/1973.

In base a tale disposizione l'Agenzia delle Entrate procede al controllo delle dichiarazioni dei redditi relative al secondo anno precedente quello d'imposta. Tale controllo viene effettuato entro il 31 dicembre di ogni anno sulla base dei criteri selettivi fissati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e tenendo conto di specifiche analisi del rischio di evasione. Anche in questo caso, il contribuente o il sostituto d'imposta ha a disposizione 30 giorni dal ricevimento della relativa comunicazione per fornire chiarimenti o precedere alla correzione delle irregolarità mediante il versamento di quanto dovuto.

Il caso dei redditi imponibili per tassazione separata

La terza tipologia di atti per i quali l'Agenzia delle Entrate provvede ad inviare i cosiddetti avvisi bonari non riguarda delle vere e proprie irregolarità propriamente dette. Infatti, si tratta più correttamente di una procedura che l'amministrazione finanziaria deve adempiere "ex lege". Tale procedura riguarda i redditi soggetti a tassazione separata che sono stati oggetto di ricalcolo da parte dell'amministrazione finanziaria. Ad esempio questi ricalcoli posso riguardare il TFR o gli arretrati di stipendi e Pensioni. E questo anche se su queste somme sono già state versate delle ritenute d'acconto.

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