La bozza di Decreto Fiscale che dovrebbe essere presto approvata dal Governo giallo-rosso guidato da Giuseppe Conte contiene diverse norme che inaspriscono le pene contro l'evasione fiscale, anche e soprattutto in termini di detenzione carceraria. E data la rapidità con la quale dovrebbe entrare in vigore la riforma, alcune di queste potrebbero trovare immediata applicazione. Infatti, se tutto dovesse andare secondo i piani del Governo, la nuova norma dovrebbe entrare in vigore dopo 15 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Il fattore tempo è fondamentale

Per quanto riguarda nello specifico i cosiddetti reati tributari, forse molto più che per altre fattispecie di illeciti civili o penali, il fattore tempo riveste un'importanza decisiva. Infatti, vi sono delle tipologie di reato che si consumano semplicemente con la presentazione della dichiarazione mentre altri si perfezionano, e quindi diventano sanzionabili, in momenti temporali differenti. Il legislatore, ovviamente, ha lasciato inalterate queste scadenze temporali e si è concentrato quasi esclusivamente ad aumentare le sanzioni sia nel minimo che nel massimo della pena per la stragrande maggioranza dei casi.

Per esemplificare, per quanto riguarda i reati legati alla presentazione della dichiarazione, come quello di dichiarazione fraudolenta sia che venga perpetrato mediante l'emissione di fatture false o mediante il ricorso ad altri artifici, dato che la dichiarazione deve essere presentata entro il prossimo 30 novembre, anche in caso di approvazione rapidissima della norma non potranno che essere perseguiti solo successIvamente e, per il momento, saranno ancora soggette alle vecchie regole.

Ma vi sono dei reati che potranno essere perseguiti già dal 1 gennaio 2020

I reati immediatamente sanzionabili

Comunque, data la tempistica di approvazione della norma ipotizzata dal Governo, ci potrebbero essere tutta una serie di reati che potranno essere perseguiti immediatamente con le nuove regole appena entrate in vigore.

In particolare, queste riguarderanno tutte quelle società ed esercizi commerciali che chiudono il proprio bilancio, come si dice, a cavallo d'anno. Ad esempio, una società il cui esercizio decorre dal 1 maggio al 30 aprile dell'anno successivo e, quindi, in base alle norme civilistiche deve presentare il bilancio entro 9 mesi dalla chiusura dell'esercizio stesso potrebbe, quindi entro il 31 gennaio, potrebbe essere soggetta alle nuove pene.

In questo ambito dovrebbero rientrare anche le cosiddette dichiarazioni infrannuali, come la messa in liquidazione, la trasformazione o la fusione solo per fare degli esempi.

Ma le nuove pene dei reati tributari potrebbero interessare anche quei datori di lavoro che, in qualità di sostituti d'imposta, hanno omesso o anche solo dimenticato di presentare la dichiarazione ( ovviamente per un valore superiore ai 50.000 euro). Dato che il reato si perfeziona trascorsi 90 giorni dalla commissione dell'illecito, in questo caso se il sostituto d'imposta ha omesso di presentare la dichiarazione nei mesi di ottobre o novembre 2019 potrebbe vedersi comminare le nuove sanzioni con le pene più pesanti. Si prevedono fino a 4 anni di reclusione.

Mentre chi, dopo l'entrata in vigore della legge, dovesse emettere false fatture per un importo totale superiore ai 100.000 euro rischierà immediatamente fino ad 8 anni di carcere.

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