Paolo Del Debbio, in un articolo pubblicato su La Verità del 31 maggio, racconta la sua idea su come il Recovery Fund sarà ripagato all'Europa. A suo avviso la maxi-misura messa in campo dall'Unione Europea per finanziare la ripresa dei paesi colpiti dall'emergenza economica e sanitaria, potrebbe portare delle Tasse che graveranno sui cittadini. Alcune di queste, a parere del conduttore di "Dritto e rovescio", rischiano di mettere in difficoltà le imprese, già provate da una crisi senza precedenti. Il dato di fatto che vuole mettere in evidenza è che, alla fine, ciò che arriverà, dovrà essere almeno in buona parte restituito.

Secondo Del Debbio, infatti, i 750 miliardi messi in campo da Bruxelles sarebbero finanziati dagli stessi stati. In particolare sottolinea come, tra il 2021 ed il 2027, l'Italia dovrà versarne 96,3.

Per Del Debbio innalzamento delle imposte inevitabile

Paolo Del Debbio manifesta certezze su un punto: "Per portare il bilancio europeo da 1.100 miliardi a 1.850 dovranno aumentare le tasse". Il conduttore tv spiega anche quali potrebbero essere le imposte a cui fa riferimento. Cita, ad esempio, la carbon tax riservata a chi emette diossido di carbonio. Un'ecotassa che rischia, secondo il giornalista, di penalizzare in termini economici settori già in crisi come quelli dei trasporti aerei e marittimi.

Stesso destino avrebbero le industrie impegnate nella produzione automobilistica, gli stabilimenti che producono energia e alluminio. L'indotto in Italia sarebbe di circa 14 miliardi Del Debbio si pone con ironia rispetto all'ipotesi che questa direzione venga intrapresa per una 'svolta verde'. "Per svoltare - evidenzia - devi essere vivo.

Non si è mai vista un'auto guidata da un morto".

Digital tax e multinazionali tassate

Del Debbio, invece, saluta con favore l'ipotesi che altri dieci possano essere frutto di una tassazione più stringente nei confronti delle multinazionali. Tuttavia, paragona la cosa allo stesso rischio che si concretizzò quando in Sardegna si decise di tassare gli ormeggi delle barche che finirono per andare altrove.

Stessa scelta potrebbero farla, secondo il giornalista, le big companies. Ultimo punto è su un'eventuale digital tax che si vorrebbe spingere fino a cinque miliardi l'anno per chi lavora nel digitale con particolare riferimento alle grandi compagnie. "Fischia - ironizza Del Debbio - che sforzo. Si rischia l'ernia inguinale". Il totale farebbe circa 34 miliardi. "Avranno calcolato - si chiede il giornalista - l'impatto sulle imprese nel momento attuale?". Interrogativo a cui Del Debbio sembra rispondere con un certo scetticismo.

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