20 luglio. Una data che nelle ultime settimane ha destato polemiche, poiché era una scadenza in cui le partite Iva sarebbero tornate a dover versare i propri oneri fiscali. Nessuna proroga, probabilmente perché lo Stato non se lo può permettere. È quanto si evince, senza neanche troppa difficoltà, dalle parole di Antonio Misiani. Il viceministro dell'Economia, in un'intervista a La Stampa, ha offerto il proprio punto di vista sul mancato rinvio dei pagamenti in una fase che viene considerata ancora emergenziale sotto il profilo economico.

Misiani spiega la necessità delle imposte

Rispetto al potenziale ingorgo destinato a venirsi a creare, erano scesi in campo anche i commercialisti.

Temendo possibili tilt del sistema, la categoria aveva minacciato lo sciopero chiedendo una revisione con posticipo delle scadenze. Tutto ciò non si è verificato. Misiani ha spiegato il motivo per il quale non è avvenuto. "In questo Paese - ha evidenziato - bisogna anche iniziare a dire che le imposte vanno pagate perché servono a finanziare i servizi essenziali". Parole che autorizzano a credere che un eventuale mancato incasso avrebbe creato conseguenze negative per la casse già asfittiche dello Stato.

Partite Iva già aiutate secondo Misiani

Nei confronti dei lavoratori autonomi e delle partite Iva il governo si è mosso con tre bonus in ragione delle difficoltà derivanti dal lockdown. I 600 euro di marzo ed aprile e i 1000 di maggio.

Misure che, in alcuni casi, potrebbero non aver lenito le difficoltà di un vasto gruppo di lavoratori in proprio. L'esponente del governo ha messo in evidenza di come si stia animando un dibattito su scadenze previste per il 30 giugno e già prorogate.

"Fino al 20 luglio senza alcun aggravio - specifica - e fino al 20 agosto con un aggravio dello 0,4%".

"Abbiamo - spiega Misiani - già concesso rinvii, aiuti sgravi dunque presentarsi come arcigni nemici dei contribuenti è una caricatura". Gli eventuali attacchi sulla mancata proroga secondo Misiani rappresentano una strumentalizzazione dei fatti da parte di chi si oppone al governo. Dalle parole del viceministro emerge un quadro di un Paese che deve convivere con difficoltà ad ogni livello.

Particolarmente significativa è una frase dell'intervista: "Non credo che le partite Iva stiano peggio degli altri". "Rinviare ancora - evidenzia Misiani - creerebbe solo ingorghi più avanti".

Parole quelle del vice ministro che respingono le critiche di chi si oppone al governo e che difendono l'operato dell'esecutivo in relazione alle partite Iva. Non resta che attendere per capire come reagirà la categoria sul piano dei versamenti fiscali.

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