Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha annunciato che il governo sta lavorando intensamente a un nuovo decreto sulle accise, con l'obiettivo di presentarlo al Consiglio dei ministri già venerdì. L'intervento è cruciale per ridurre l'impatto dell'aumento delle accise su famiglie e imprese, scongiurando un aggravio dei costi a partire dal 22 maggio, data in cui scade l'attuale taglio dei carburanti. Leo ha sottolineato l'urgenza dell'azione, affermando: “Penso di sì, venerdì possiamo portarlo in cdm”. Ha inoltre precisato che il lavoro è concentrato sulla ricerca delle coperture adeguate per finanziare la misura, aggiungendo: “Ci stiamo lavorando perché dobbiamo trovare le coperture adeguate.

In queste ore ci stiamo lavorando, vediamo come muoverci”.

La scadenza del taglio delle accise sui carburanti è fissata per venerdì 22 maggio. Senza una nuova proroga, i prezzi di benzina e gasolio torneranno inevitabilmente a salire, anche a causa del perdurare della crisi di Hormuz. Fino a tale data, la misura è stata finanziata attraverso il DL 63/2026, che ha stanziato 146,5 milioni di euro fino al 10 maggio. Successivamente, il DM MEF-MASE dell’8 maggio ha coperto il periodo dall’11 al 22 maggio utilizzando un extra-gettito IVA di 191,2 milioni di euro, portando il totale operativo per il 2026 a circa 400 milioni di euro.

Dettagli sulle aliquote e coperture attuali

Le aliquote attualmente in vigore, valide fino al 22 maggio, stabiliscono la benzina tassata a 622,90 euro per mille litri (con uno sconto ridotto da 20 a 5 centesimi), il gasolio e gli oli da gas a 472,90 euro per mille litri (con uno sconto invariato di 20 centesimi).

Il GPL è tassato a 242,77 euro per mille chilogrammi, mentre i gasoli paraffinici e il biodiesel a 472,90 euro per mille litri.

Prezzi alla pompa e rincari previsti

I prezzi alla pompa, rilevati il 19 maggio, mostrano per la modalità self-service sulla rete stradale un costo di 1,951 euro al litro per la benzina e 1,978 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, i prezzi salgono a 2,023 euro al litro per la benzina e 2,064 euro al litro, con il Brent che si attesta intorno ai 110 dollari al barile. Senza una proroga del taglio delle accise, dal 23 maggio si prevedono significativi rincari: circa 6,1 centesimi al litro in più per la benzina, che potrebbe superare i 2 euro al litro in rete stradale.

Per il gasolio, l'aumento stimato è di 24,4 centesimi al litro, portando il prezzo a circa 2,20 euro al litro in rete ordinaria e oltre 2,30 euro al litro in autostrada. Questi aumenti avrebbero un impatto diretto su famiglie e imprese, aumentando i costi di trasporto e gestione.

Vertice a Palazzo Chigi e rischio sciopero autotrasportatori

Lo stesso giorno della scadenza delle accise, venerdì 22 maggio, è previsto un importante vertice a Palazzo Chigi alle 17:30. La presidente Meloni e il vicepremier Salvini incontreranno le federazioni dell’autotrasporto (Unatras) per discutere della situazione e cercare di scongiurare lo sciopero nazionale annunciato dal 25 al 29 maggio. Le richieste delle associazioni includono l'attuazione del credito d’imposta per i maggiori costi del carburante da marzo a maggio 2026, un rimborso di 200 euro ogni mille litri di gasolio acquistato, la sospensione temporanea di versamenti fiscali e contributivi, e l'introduzione di clausole fuel surcharge per trasferire gli aumenti sui committenti.

Lo sciopero, che incide per circa il 40% sui costi operativi del settore, è confermato salvo esito positivo dell’incontro. La CGIA stima che circa 13.000 imprese del settore siano a rischio chiusura entro fine anno a causa del caro carburante.

Le opzioni del governo per contenere i rincari

Per affrontare la situazione, il governo sta esaminando diverse strategie. Tra le opzioni sul tavolo vi sono la proroga del taglio delle accise (sebbene con criticità legate alle coperture finanziarie), una ulteriore riduzione dello sconto già applicato (come già fatto con la benzina), oppure l'introduzione di misure mirate. Tra queste ultime, spicca il credito d’imposta per l’autotrasporto, una misura già contemplata dal DL 33/2026 ma che attende ancora i decreti attuativi per diventare operativa.

La scelta della soluzione dipenderà dalla capacità di trovare le coperture finanziarie necessarie e di bilanciare le esigenze di tutti i settori coinvolti, in particolare quello dell'autotrasporto, fondamentale per l'economia nazionale.