Il Codacons ha diffuso il 19 maggio 2026 una nota che evidenzia l'impatto dell'assenza di sconti sulle accise, portando i prezzi dei carburanti a livelli elevati. L'associazione ha rilevato che il prezzo medio della benzina ha raggiunto i 2,01 euro al litro, mentre quello del gasolio si attesta a 2,22 euro al litro. Questi valori sono stati registrati in un contesto privo di interventi volti a ridurre le imposte indirette, che costituiscono una parte significativa del costo finale per i consumatori.

L'impatto dell'aumento dei prezzi sui consumatori

La crescita dei prezzi dei carburanti interessa l'intero territorio nazionale e potrebbe avere ripercussioni significative sui costi di trasporto, influenzando di conseguenza la spesa complessiva delle famiglie. Il Codacons ha sottolineato come la componente fiscale incida in modo rilevante sul prezzo finale alla pompa, contribuendo a determinare l'attuale livello dei costi. L'associazione ha ribadito che, senza lo sconto sulle accise, i prezzi dei carburanti tornano a pesare notevolmente sulle tasche degli italiani.

Il ruolo delle accise nella determinazione dei costi

Le accise sui carburanti sono imposte indirette applicate dallo Stato sulla vendita di prodotti energetici essenziali come la benzina e il gasolio.

Queste imposte rappresentano una delle principali componenti del prezzo finale dei carburanti e sono destinate a finanziare la spesa pubblica. La struttura delle accise e la loro incidenza sul prezzo sono definite dal quadro normativo nazionale, che stabilisce le aliquote e le modalità di applicazione.

In Italia, le accise sono regolate dal Testo Unico delle Accise, il quale disciplina l'imposizione fiscale sui prodotti energetici e ne determina l'ammontare. L'assenza di sconti o riduzioni su queste imposte comporta un aumento diretto del prezzo pagato dai consumatori al momento del rifornimento.