Il 10 giugno 2026, un importante emendamento presentato da Forza Italia al decreto accise ter, che mirava a introdurre un ravvedimento speciale per le partite Iva che avrebbero aderito al nuovo biennio del concordato, è stato ufficialmente ritirato. La motivazione principale di tale decisione è legata a problemi di copertura finanziaria, come annunciato dal presidente della Commissione, Massimo Garavaglia. Nonostante il ritiro, la misura non è stata completamente accantonata: essa sarà ora discussa come ordine del giorno, con il governo che ha espresso un chiaro impegno a trovare una soluzione concreta e fattibile per la questione.
I dettagli della proposta di ravvedimento speciale
L'emendamento, a prima firma di Claudio Lotito, era stato concepito per offrire ai soggetti Isa che avrebbero aderito al concordato biennale per il periodo 2026-2027 – includendo anche coloro che avrebbero rinnovato l'adesione dal biennio precedente, 2024-2025 – la possibilità di adottare un regime di ravvedimento. Questo meccanismo avrebbe consentito il versamento di un'imposta sostitutiva che avrebbe coperto le imposte sui redditi, le relative addizionali e l'imposta regionale sulle attività produttive (Irap). Un elemento innovativo della proposta riguardava l'incremento della base imponibile dell’imposta sostitutiva, la quale sarebbe stata modulata in percentuale crescente in base all’affidabilità fiscale del contribuente: in pratica, minore era l'affidabilità, maggiore sarebbe stato l'incremento da applicare.
Le opzioni per il versamento prevedevano una soluzione unica, da effettuare tra il 1° gennaio 2027 e il 15 marzo 2027, oppure la possibilità di un pagamento dilazionato in un massimo di dieci rate mensili, con gli interessi calcolati al tasso legale a partire dal 15 marzo 2027.
Il percorso parlamentare e l'impegno governativo
Il ritiro dell'emendamento di Forza Italia si è verificato durante la fase di esame in Commissione Finanze della Camera, nel contesto delle discussioni sul decreto accise ter. Sebbene la proposta avesse inizialmente ricevuto un segnale di apertura da parte del viceministro delle Finanze, Maurizio Leo, le sopraggiunte difficoltà di copertura finanziaria hanno reso necessaria la sua trasformazione in un ordine del giorno.
Questa evoluzione sottolinea che, pur non essendo stata approvata come emendamento diretto, la tematica del ravvedimento speciale per le partite Iva interessate dal concordato biennale rimane un punto focale per il legislatore. Il governo ha, infatti, riaffermato il proprio impegno a individuare e presentare una soluzione alternativa e praticabile per rispondere alle esigenze dei contribuenti coinvolti.