L’arte digitale del “Fai da Te” trasforma i modelli di business tradizionali e spinge all’innovazione coinvolgendo trasversalmente le menti creative con l’uso di strumenti interattivi offerti dal Web.

L’arte di riparare gli oggetti, facendoli anche durare più a lungo, modificarne, all’occorrenza, la destinazione d’uso per renderli più multifunzionali rispetto all’originaria concezione del produttore, il desiderio di produrre da sé certe varianti di modelli in commercio, oggi tutto questo si amplia con la tecnologia e i nuovi strumenti digitali. Con il “Fai da Te 2.0” si è costruttori in proprio più felici, in modo più economico e snello, con l’intenzione di condividere idee, progetti, invenzioni in “laboratori social” che ampliano all’infinito la capacità del “fare”.

Il Maker progetta in 3D, lavora i materiali abilmente, s’intende di arte e design, crea oggetti divertenti, utili e funzionali, diventa anche imprenditore di se stesso, si serve di strumenti condivisi on line ed è capace di lavorare concentrato e in autonomia nel suo laboratorio. Il Maker ha interesse per l’elettronica, l’ingegneria, il modellismo tridimensionale, informatica e lavorazione di vari materiali.

La cultura Maker è legata all’Open Source e all’innovazione condivisa per sviluppare una produttività tecnologica che parte dal basso e si dispiega ovunque anche con pochi mezzi. Con l’Open Source si riutilizzano i risultati di altri con effetti virtuosi per la produzione creativa tecnologica low cost, arrivando a innescare importanti effetti positivi sul come vivere felici in tempo di crisi economica. Maker Faire è l’evento annuale organizzato dal 2006 dal mensile MAKE e attira ogni anno decine di migliaia di visitatori interessati.

Maker Faire Africa è un’organizzazione internazionale che sostiene realtà organizzate alternative alle istituzioni e singoli operatori impegnati nella produzione locale di prototipi e tecnologie utili per lo sviluppo immediato dell’Africa. La prima edizione si è tenuta nel 2009 e in seguito si sono svolte fiere annuali.

In Italia, nel 2012 a Roma, la prima edizione dedicata ai maker è avvenuta con l’evento organizzativo dal nome World Wide Rome, all’interno del quale i maker italiani si sono raccontati, sono state evidenziate storie di piccoli imprenditori, è stato mostrato il trend futuro della “cultura maker”.

Collegati ai maker ci sono i Fab Lab (laboratori di produzione) che sono botteghe che permettono la fabbricazione digitale dei progetti, essendo dotati di strumenti flessibili controllati da computer, con l’obiettivo di creare dispositivi intelligenti adattati alle esigenze locali e personali ma che non sono economici per la produzione di massa.